
Le Mamme no Pfas vicentine hanno chiesto un incontro a Ursula von der Leyen, senza però riuscire a incontrare la presidente della Commissione europea. Ci hanno provato insistentemente in questi giorni in cui si trovano a Bruxelles con la Rete Zero PFAS Italia per presentare al forum “Stop Pfas” un documento programmatico che chiede un cambio di passo radicale nelle politiche chimiche dell’Unione.
Purtroppo, niente da fare. E dire che l’invito era fatto davvero bene. Questa mattina, la rete ha partecipato a una manifestazione di fronte alla sede dell’organo esecutivo dell’Unione per chiedere lo stop lo stop della produzione di Pfas e dell’esportazione delle conoscenze per produrli in altre parti del mondo.
Le mamme, come altri manifestanti, hanno esposto alcuni cartelli e striscioni e uno di questi (foto in copertina) recitava, tradotto: “Mamma Ursula, le mamme europee vorrebbero parlare con te. Ci dedichi 5 muniti del tuo tempo“?
“Era un appello da mamma a mamma (la Von der Leyen ha sette figli, ndr) – ci dice al telefono Michela Piccoli delle Mamme No Pfas -, ma non è andato a buon fine”.
Della spedizione a Bruxelles, che termina domani, traccia comunque un bilancio positivo: “Avevamo programmato e siamo riusciti ad avere una serie di incontri con gli europarlamentari italiani. Inoltre, come annunciato, siamo riuscite a incontrare le mamme indiane“, che – come avevamo riportato da queste pagine – protestano da mesi in India, nello stato indiano del Maharashtra contro l’importazione nel posto dei macchinari proveniente dall’ex stabilimento Miteni di Trissino in provincia di Vicenza.
“Dopo un primo giorno molto impegnativo – hanno poi scritto sui social -, la rappresentanza della Rete Zero Pfas Italia con le altre realtà europee presenti a Bruxelles, hanno iniziato il secondo giorno con una manifestazione svolta davanti al palazzo della Commissione Europea. Un nuovo, ulteriore, forte messaggio indirizzato al governo europeo e alla sua Presidente, ‘Mamma Ursula’”.
Quanto agli incontri con gli europarlamentari, “abbiamo esposto le motivazioni che stanno alla base della richiesta per una Europa senza Pfas“.
Nella serata di ieri, inoltre, la spedizione ha partecipato alla proiezione di “How to poison a planet“, film denuncia su uno dei disastri ambientali più diffusi nella storia dell’umanità.
“Siamo tutti vicini a chi a Bruxelles sta lavorando per preparare per i nostri figli un’Europa senza Pfas”, concludono dalla Rete.


































