
La protesta contro i “forever Chemicals” portata avanti per anni dalle Mamme No Pfas nel Vicentino e nel veneto arriva fino in India. La comunità locale che gravita attorno alla Lote Parshuram, una nota area industriale (MIDC) nel comune di Khed, distretto di Ratnagiri, nello stato indiano del Maharashtra ha avviato una serie di proteste contro l’importazione nel posto dei macchinari proveniente dall’ex stabilimento Miteni di Trissino in provincia di Vicenza.
L’industria chimica ha chiuso i battenti nel Vicentino nel 2018 dopo uno dei peggiori scandali ambientali della storia recente del Paese culminato, per il momento, con la sentenza del giugno 2025 con la quale gli ex dirigenti della Miteni sono stati dichiarati colpevoli dal tribunale di Vicenza per reati come inquinamento ambientale e condannati a pene detentive (sentenze per le quali è previsto appello).
Della circostanza ne avevamo dato notizie da queste pagine, a novembre dello scorso anno (leggi qui) riprendendo un’inchiesta del prestigioso quotidiano britannico The Guardian sostenuta da Journalismfund Europe e IJ4EU, firmata da Gianluca Liva, Filippo Tommasoli, Anna Violato e Marta Frigerio.
Gli asset Miteni sono stati comprati nel 2019 da Viva Lifesciences, sussidiaria della compagnia chimica indiana Laxmi Organic Industries. Entro l’inizio del 2023, i macchinari sono stati spediti a Lote Parshuram, una vasta enclave industriale nello Stato del Maharashtra, dove la produzione dei “forever chemicals” è ripresa all’inizio del 2025.
Mamme No Pfas ha segnalato alla redazione una gran quantità di video pubblicati online che mostrano le proteste della popolazione del Maharashtra, ripresi anche dai telegiornali dei media indiani. Qui sotto ne condividiamo uno a titolo di esempio.
Mamme No Pfas: “I loro figli sono i nostri figli”
Anche in India, come in provincia di Vicenza, sono state le donne a dare il la alla protesta contro la produzione di prodotti chimici, come spiega alla redazione Michela Piccoli, delle Mamme No Pfas. “Ci siamo rivolti alle mamme indiane e le donne hanno iniziato a protestare trascinando la popolazione”.
Ma come è nata la connessione tra Vicentino e India? “Noi sapevamo da tempo che i macchinari della Miteni sarebbero stati portati lì, ma non sapevamo come metterci in contatto con le popolazioni locali”, spiega l’attivista. La svolta è arrivata qualche mese fa, a Belém, in Brasile, quando la stessa Piccoli, ha rappresentato la Rete Zero Pfas Italia al Vertice dei Popoli COP 30, Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (ne avevamo scritto qui).
“In Brasile, grazie a un giornalista indiano sono riuscita a trovare dei contatti e la possibilità, attraverso lui, di raccontare alle popolazioni locali cosa era successo qui da noi. Da lì hanno iniziato a muoversi, fino alle recenti proteste, che sono arrivate fino al loro Ministro dell’Ambiente”.
Ora, è all’orizzonte un incontro tra le parti: “A inizio marzo – ha spiegato Michela Piccoli – saremo a Bruxelles”, presso L’European Environmental Bureau (EEB), o Ufficio Ambientale Europeo, la più grande rete europea di organizzazioni ambientaliste di cittadini, “con il quale collaboriamo da molto tempo per le nostre battaglie”.
Come sempre, le Mamme No Pfas hanno le idee chiare: “Vogliamo lo stop della produzione di Pfas e dell’esportazione delle conoscenze per produrli in altre parti del mondo, dove spesso i costi di produzione sono vantaggiosi e la cui conseguenza è una contro-importazione di questi prodotti sui nostri territori a prezzi stracciati”.
Le mamme vicentine hanno condiviso un video messaggio realizzato per le madri indiane e per tutti coloro che in India hanno avviato proteste contro la produzione di Pfas. Un video che ha questo messaggio: “Care madri indiani, restiamo unite. I vostri figli sono i nostri figli. Le madri si prendono cura di loro e li amano. Non ci sono nazioni differenti, ma bambini comuni. L’Italia ama l’India“.
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