
AIAS Padova prepara BIOMA, polo di ospitalità accessibile nei Colli Euganei ispirato all’osteria sociale e all’ostello veronesi.
Il modello Mangiabottoni di Verona, costruito attorno a lavoro, ristorazione e ospitalità, sarà ripreso a Montegrotto Terme da AIAS Padova. Il progetto BIOMA – Ospitalità in Movimento punta a creare un luogo accessibile dedicato al cicloturismo, al benessere e alle attività all’aria aperta, nel contesto dei Colli Euganei. L’iniziativa è stata illustrata durante una visita dell’assessora regionale ai Servizi sociali Paola Roma e della consigliera regionale Anna Leso, con il presidente nazionale di AIAS Giulio Bagnale.
L’esperienza di partenza è nata nel 2019 dalla cooperativa sociale L’Officina dell’AIAS di Verona. All’osteria aperta al pubblico si affianca lo StraVagante Hostel, con 13 camere e 33 posti letto. Persone con disabilità, professionisti ed educatori partecipano alla gestione quotidiana, dall’accoglienza al servizio di sala, dalle pulizie all’organizzazione delle attività. La prospettiva si collega al più ampio confronto veneto su disabilità, autonomia e inclusione sociale.
I dati resi pubblici nel marzo 2026 indicano 37 persone con disabilità coinvolte nelle due strutture: 11 assunte a tempo indeterminato e 26 inserite in percorsi di tirocinio. Il lavoro diventa così parte di un progetto più ampio che comprende autonomia personale, relazionale e abitativa.
Il modello Mangiabottoni di Verona e il progetto BIOMA
Casa Angiolilla, a Montegrotto Terme, dovrebbe ospitare un polo ibrido e accessibile, aperto alla comunità e ai visitatori. L’obiettivo non è realizzare una semplice area di sosta, ma collegare turismo sostenibile, attività nei Colli Euganei e nuove occasioni di relazione.
Anna Leso sottolinea che il valore del modello consiste nel superare una concezione assistenziale dell’inclusione. Le persone coinvolte non sono soltanto destinatarie di servizi: assumono responsabilità in un’attività economica che si confronta ogni giorno con il pubblico e con il mercato.
La futura esperienza padovana dovrà ora tradurre questo impianto nelle caratteristiche del territorio termale ed euganeo. La sfida sarà mantenere insieme sostenibilità economica, qualità dell’accoglienza e percorsi individuali, misurando nel tempo occupazione, autonomia e partecipazione sociale generate dal progetto.



































