
Oggi, lunedì 5 gennaio, a partire dalle 18, è prevista una manifestazione della Federazione vicentina di Rifondazione comunista alla caserma Ederle di Vicenza, con raduno in Viale della Pace, all angolo con via Caduti civili della guerra, dal titolo “Giù le mani dal Venezuela“, nell’ambito di una mobilitazione regionale.
La protesta vede l’adesione di diverse sigle dell’area antagonista cittadina, tra cui il centro sociale Bocciodromo, e sigle sindacali come l’Unione Sindacale di Base.
Questo il messaggio diffuso in queste ore dagli organizzatori: “Ancora una volta gli USA attaccano un Paese sovrano e sconvolgono la pace di un’intera regione, con la sostanziale complicità dei governi occidentali, Italia in primis.
Donald Trump si è vantato dell’operazione scrivendo sui social di aver catturato Nicolas Maduro. I media già parlano di cambio di regime, normalizzando quello che è a tutti gli effetti un atto di guerra illegittimo, coloniale e imperialista.
Gli USA stanno trascinando tutto il mondo in una spirale di guerra e non è il momento di stare a guardare. Mobilitiamoci ovunque! Lunedì 5 gennaio invitiamo tutte e tutti ad una manifestazione a Vicenza davanti alla caserma Ederle, emblema della sudditanza agli interessi USA nel nostro stesso paese, nella nostra regione. Solidarietà al popolo venezuelano”.
La protesta, dunque, scatta a seguito dell’azione militare statunitense. Secondo il segretario nazionale di Rifondazione, Maurizio Acerbo, l’obiettivo reale del conflitto sarebbe il controllo delle risorse minerarie e petrolifere venezuelane.
Sul piano politico locale, il Partito Democratico ha preso posizione tramite il segretario cittadino Corrado Battilana. Pur confermando la condanna del regime di Nicolás Maduro e chiedendo la liberazione degli oppositori — tra cui il vicentino Alberto Trentini — il PD ha definito l’attacco di Donald Trump “privo di qualsiasi base legale”. I democratici hanno quindi rivolto un appello all’Unione Europea e al Governo italiano affinché si torni al rispetto del diritto internazionale contro la “legge del più forte”.
L’area di viale della Pace sarà presidiata dalle forze dell’ordine per gestire la viabilità e la sicurezza durante il presidio, che si inserisce in un clima di forte tensione internazionale.



































