Si attendeva il 19 aprile per l’avvio dell’iter parlamentare relativi alla delega fiscale, ma continuano i rinvii – inizia così la nota sulla annunciata manovra fiscale che pubblichiamo di Walter Mauriello, presidente di Meritocrazia Italia (qui le altre note su ViPiù.it dell’associazione, ndr) –.

Eppure un accordo sembra essere stato definito in ambito imposte dirette in materia Irpef con la riduzione degli scaglioni. Sulla flat tax pare confermata la soglia di 65.000 euro al 15% d’imposizione, con un regime agevolato di due anni per chi sfora tale soglia, e quello del cashback fiscale per l’immediato rimborso delle spese mediche e sanitarie.

Sembra ottenuto un impegno da parte del Governo a non far aumentare le imposte a seguito della riforma catastale che dovrà essere pronta per il 2026.

Ulteriori punti da analizzare e risolvere per la manovra fiscale restano invece i redditi immobiliari provenienti dai fitti.

Da mesi Meritocrazia Italia insiste sulla impellente necessità di una riforma del Fisco immediata ed efficace, che porti sollievo alle imprese e che consenta a ogni cittadino di vivere dignitosamente, senza pregiudizio per il buono stato di salute dei bilanci di Stato.

È ancora possibile definire con la manovra fiscale interventi adeguati a raggiungere gli obiettivi del Pnnr, ma soprattutto dare spazio di crescita al lavoro, alle aziende in difficoltà, con manovre coraggiose in favore dei contribuenti pressati da debiti fiscali.

Per questo, Meritocrazia insiste nel chiedere:

– una riorganizzazione dell’Imu e della Tasi, per attuare una imposizione unica sugli immobili, salvaguardando le prime abitazioni e rimodulando le aliquote nel caso di grandi proprietà immobiliari;

– il mantenimento dell’attuale sistema di cedolare secca per gli immobili residenziali e l’introduzione della cedolare secca anche per gli affitti degli immobili commerciali se i proprietari accettano canoni ridotti per far ripartire le locazioni per le imprese;

– il contenimento della tassazione sul reddito d’impresa, attraverso l’estensione della flat tax per fatturati sino a 150.000 euro per la vendita di beni e fino a 100.000 euro per le prestazioni di servizi, anche perequando l’aliquota d’imposta al 15% ma consentendo la determinazione del reddito imponibile con la deduzione dei costi dai ricavi e non in base a coefficienti forfetari;

– l’eliminazione della distinzione fra redditi d’impresa e redditi professionali, con eliminazione della ritenuta d’acconto, anche utilizzando un sistema di cash flow tax in acconto, calcolando le imposte dovute trimestralmente, per cassa ma sulla base di una aliquota piatta di base del 15%, da conguagliare in fase di dichiarazione annuale dei redditi;

– la riduzione dell’aliquota Ires al 20% per almeno 5 anni;

– l’introduzione del quoziente familiare per le famiglie a basso reddito, con ampliamento della no tax area sino a 15.000 euro di reddito di lavoro dipendente o autonomo;

– l’introduzione della aliquota ‘continua’ alla tedesca o alla ‘danese’ per evitare la sperequazione iniqua delle attuali aliquote centrali dell’Irpef;

– la sostituzione dell’Irap con una rimodulazione delle aliquote iva più basse, di 1 o 2 punti percentuali;

– la lotta all’evasione individuando i c.dd. immobili fantasma, lasciando inalterato il carico fiscale per i contribuenti che già pagavano regolarmente, perseguendo anzi una revisione al ribasso delle aliquote IMU, imposte di registro, ipotecarie e catastali con l’introduzione di idonei correttivi;

– l’innalzamento dei limiti di fatturato per l’applicazione dell’iva mensile invece che trimestrale;

– la semplificazione degli adempimenti per la richiesta dei rimborsi d’imposta e dei crediti fiscali (superbonus 110, bonus ristrutturazioni, rimborsi iva, spese di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica 4.0, ecc.).

Con convinzione, si chiede anche l’istituzione di una Agenzia delle Uscite, che regolamenti i ritardi nei pagamenti della p.a., tutelando così tutti i contribuenti creditori dello Stato.

Stop war.

Meritocrazia Italia 

Il Presidente Walter Mauriello