
Gli obiettivi del Masterplan 2030 per Vicenza sono condivisibili, ma ora è necessario calare la visione strategica nella complessità reale dei quartieri e del centro storico attraverso azioni concrete.
Lo ha affermato Nicola Piccolo, presidente di Confcommercio Vicenza, intervenendo a margine degli Stati Generali dell’Urbanistica tenutisi ieri presso l’ex Centrale del Latte, dove sono state illustrate le linee guida per la trasformazione della città elaborate dalla società Arup di Milano.
L’Associazione di via Faccio, che da tempo sollecita una pianificazione complessiva capace di interpretare i mutamenti sociali e urbanistici, guarda con favore ai quattro “paesaggi” (abitare, sapere, acqua e città-campagna) individuati dal piano. Tuttavia, per il presidente Piccolo, il Masterplan non deve restare un esercizio teorico, ma deve diventare il riferimento operativo per la mobilità, la programmazione dei servizi e l’incentivazione delle attività economiche, cogliendo le reali opportunità di rigenerazione del territorio.
Per rendere efficace questa “Fase 2”, Confcommercio ha suggerito al Comune l’adozione di strumenti specifici: un “atlante delle trasformazioni”, per mappare i progetti pubblici e privati già in corso, e una “mappa della potenzialità di trasformazione”, che valuti lo stato reale degli immobili e la fattibilità concreta degli interventi.
Secondo l’Associazione, il presupposto fondamentale resta la costruzione di un quadro conoscitivo scientifico e aggiornabile, integrato nei sistemi informativi del Comune. L’auspicio di Piccolo, condiviso con il sindaco Possamai e l’assessore Balbi, è che questo ulteriore step operativo si concretizzi quanto prima per coordinare lo sviluppo tra pubblico e privato.




































