Mattarella sui fatti Pisa, Guarda (EV): “Suo richiamo sia motivo di riflessione. Torna attuale nostra mozione sul tema di tre anni fa.”

244
Il Presidente Sergio Mattarella. Per la consigliera Guarda, il suo intervento sui fatti di Pisa deve far riflettere le istituzioni

L’intervento del Presidente della Repubblica Mattarella a proposito di quanto accaduto a Pisa, e il suo richiamo sull’uso della forza, dovrebbe essere un invito a riflettere per tutte le istituzioni. È quanto sostiene la consigliera regionale di Europa Verde Cristina Guarda, che sulla questione interviene con una nota, definendo terrificanti le immagini dei giovani manifestanti inermi presi a manganellate. “Nel rispetto delle prerogative della gestione dell’ordine nel nostro Paese – sostiene la consigliera Guarda -, la politica deve fungere da garante del diritto a manifestare e del rispetto delle regole, che valgono per tutti. Nelle ultime settimane abbiamo assistito a un uso spropositato della forza su manifestanti che, dalle informazioni rese disponibili all’opinione pubblica, non costituivano una minaccia alla sicurezza ed esercitavano, semmai, il costituzionale diritto a manifestare e a esprimere le proprie opinioni”.

La consigliera ricorda come già tre anni fa sull’argomento avesse depositato una mozione in Consiglio Regionale: “In occasione del ventesimo anniversario del tristemente famoso G8 di Genova – ribadisce – depositai una mozione, assieme ad alcuni colleghi di opposizione, per rendere attiva anche a livello regionale la pressione per l’introduzione dei codici identificativi per le Forze dell’ordine. Questo codice non sottrae alcuna funzione alle nostre forze di polizia, semmai rappresenterebbe un ulteriore strumento di garanzia a servizio di chi opera in divisa e dei cittadini”.

Cristina Guarda conclude sottolineando l’urgenza di affrontare la questione: “Come è stato possibile notare a seguito della lettera inviata dal Presidente Mattarella al Ministro Piantedosi, il centro-destra mal digerisce qualsiasi elementare richiamo allo stato di diritto. Questo genere di prese di posizione, aprioristiche, non rendono giustizia a nessuno, tantomeno a chi è chiamato a gestire l’ordine pubblico. Ci auguriamo che il Consiglio regionale non si sottragga a un democratico e lucido dibattito su quanto accaduto”.