
Le consigliere regionali Luisetto, Bigon e Sambo chiedono programmazione e risorse per la medicina territoriale, mentre si avvicina la scadenza del 31 dicembre.
Sui medici di famiglia in Veneto il Partito democratico regionale lancia un nuovo allarme: alla carenza stimata di 800 professionisti si aggiungerebbero le difficoltà del passaggio alle Aggregazioni funzionali territoriali, le AFT. La presa di posizione è firmata da Chiara Luisetto, Anna Maria Bigon e Monica Sambo, componenti della Commissione Sanità. Atti e sedute sono consultabili sul sito del Consiglio regionale del Veneto.
Secondo le tre consigliere, l’avvio delle AFT è stato riprogrammato entro il 31 dicembre 2026 e dovrà sostituire progressivamente le Medicine di gruppo. Il nuovo modello prevede che i medici mantengano lo studio principale, ma lavorino anche in aggregazioni con un bacino di circa 30 mila abitanti e una sede comune.
Il tema riguarda direttamente l’accessibilità delle cure di prossimità, già al centro del confronto sui medici di medicina generale mancanti in Veneto. Per il PD, la transizione rischia di sovrapporre due criticità anziché rafforzare la rete territoriale.
Medici di famiglia in Veneto, il nodo delle nuove AFT
Una delle questioni aperte riguarda infermieri, amministrativi e operatori oggi impiegati nelle Medicine di gruppo integrate, anche attraverso cooperative. Gli accordi in vigore scadranno a fine anno e, secondo le consigliere, non ci sarebbero ancora certezze sufficienti sul futuro contrattuale e sulle eventuali assunzioni attraverso le Ulss.
Le AFT dovrebbero assicurare un servizio continuativo dalle 8 alle 20 su bacini territoriali ampi. Luisetto, Bigon e Sambo giudicano però inadeguata la dotazione indicata per il 2027: 12 milioni di euro, la stessa cifra del 2026. Chiedono quindi una programmazione capace di accompagnare concretamente il cambiamento organizzativo.
Le esponenti dem criticano anche l’esito della recente audizione in Commissione Sanità e sostengono che le risposte operative siano rimaste insufficienti. Riconoscono l’aumento delle risorse per le borse di formazione in medicina generale, ma lo considerano incapace di risolvere da solo i problemi della rete.
La posizione è arrivata alla redazione attraverso due comunicazioni, una dell’Ufficio stampa del Consiglio regionale e una del gruppo PD, accorpate perché riferite alla stessa dichiarazione. Per i medici di famiglia in Veneto, il banco di prova sarà la capacità di mantenere continuità assistenziale e personale durante il passaggio alle AFT.






























