Meno tensioni al carcere di Vicenza incrementando le attività lavorative al suo interno

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Carcere di Vicenza
Carcere di Vicenza

(Articolo di Jacopo Maltauro da VicenzaPiù Viva n. 5, sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr).

Lavorare ridurrà i disagi psicofisici e preparerà le persone detenute al dopo fine pena.

L’ultimo Consiglio Comunale della nostra città si è dedicato anche alla situazione in cui versa attualmente la Casa circondariale Filippo “Del Papa”. Dal 1° gennaio al 18 settembre dello scorso anno nel carcere vicentino si sono registrati 156 atti violenti, con 10 aggressioni agli agenti della polizia penitenziaria e numerose proteste. Durante le ultime festività natalizie un giovane detenuto si è suicidato e nei primissimi giorni del 2024 un detenuto è salito sul tetto per protesta distruggendo l’impianto fotovoltaico della struttura e provocando più di 50.000 euro di danni. È un quadro preoccupante per una struttura carceraria che, come la gran parte delle carceri italiane, soffre già di sovraffollamento, con circa 356 detenuti rispetto alla capienza ordinaria di 276 e di carenza di personale penitenziario, il quale sconta anni di tagli e di politiche dissennate. Di fronte a questo quadro mi sono speso personalmente sin dall’inizio del mandato, interloquendo con il precedente garante dei detenuti della città di Vicenza e richiedendo formalmente già ad agosto 2023 la prima convocazione in seduta congiunta delle Commissioni consiliari IV e V per affrontare la situazione. Un impegno responsabile stimolato dal fatto che il Carcere di San Pio X, che ospita anche detenuti ad alta pericolosità, si trova proprio nel cuore della nostra città, una circostanza che non può essere trattata alla leggera ma che richiede un’attenzione particolare anche da parte dell’Amministrazione comunale.
Dal mio punto di vista è necessario agire in due direzioni: creare un dialogo stabile, aggiornato e proficuo con la direzione del Carcere e mettere in campo azioni concrete per alleggerire la tensione creatasi dentro la struttura. Per quanto concerne il primo aspetto ai primi di novembre, appresa la notizia positiva dell’assegnazione a Vicenza di una nuova direttrice in pianta stabile da parte del Ministero della Giustizia, ho subito richiesto formalmente un’audizione della stessa nelle Commissioni competenti. Il carcere è una
struttura che coinvolge tanti enti, istituzioni, materie e il Comune in questo senso non può attivarsi prescindendo dall’instaurazione di una relazione positiva con tutte le figure coinvolte. Rispetto alla necessità di adottare azioni e progettualità concrete in favore di un clima di minor tensione nella struttura carceraria, ho concentrato il mio impegno su un aspetto che ritengo efficace e di centrale importanza: il lavoro.

Carcere S. Pio X
Carcere S. Pio X

Nelle carceri dove si lavora i detenuti subiscono e, quindi, creano meno squilibri, ci sono meno aggressioni e meno proteste. Aumentare le opportunità lavorative già esistenti all’interno del carcere significa anche aumentare il benessere psicofisico dei detenuti, i quali diventano risorsa per la struttura, contribuendo al pagamento delle spese, mettono da parte qualche soldo per il dopo fine pena ed acquisiscono qualche competenza lavorativa, indispensabile per cercare un impiego, indispensabile per cercare un impiego. Nel carcere di Vicenza i detenuti che lavorano sono solo il 30%, meno di un centinaio. Per questo durante l’ultimo Consiglio comunale ho presentato un’Ordine del Giorno volto a rafforzare l’inserimento lavorativo dei detenuti del “Del Papa”, promuovendo un tavolo di confronto con le categorie economiche e le realtà del terzo settore del nostro territorio e stimolando le imprese a portare nuove aree produttive nella struttura, ad esempio utilizzando l’ampio capannone adiacente al carcere. Ci sono questioni su cui la politica deve trovare unità e questa è certamente una di queste, per tale ragione, ho registrato con grande piacere che l’Ordine del Giorno che ho presentato sia stato accolto all’unanimità da tutti i colleghi.