
Il Movimento 5 Stelle parteciperà al corteo dei genitori e chiede alla Giunta di convocare un tavolo con il Comune e finanziare contributi straordinari.
Gli aumenti delle mense scolastiche a Treviso arrivano in Consiglio regionale con un’interrogazione presentata da Flavio Baldan, capogruppo del Movimento 5 Stelle. L’iniziativa chiede alla Giunta di favorire un confronto tra Comune e rappresentanti dei genitori e di valutare risorse straordinarie per contenere le rette. Gli atti possono essere consultati sul sito del Consiglio regionale del Veneto.
Il nuovo tariffario porta il costo di un pasto per il primo figlio da 5,05 a 6,23 euro. In precedenza la famiglia pagava 3,70 euro e il Comune copriva 1,35 euro; ora la quota comunale indicata è di 93 centesimi. La parte a carico dei genitori cresce quindi del 43%, passando su base annua da 666 a 954 euro. ViPiù ha trattato anche il costo delle mense e dei servizi scolastici in Veneto.
La protesta è partita alla fine di settembre dalla scuola primaria Giovanni XXIII dell’Istituto comprensivo 1 Martini. I genitori contestano di essere stati informati dopo le iscrizioni, quando non era più semplice valutare soluzioni alternative, e chiedono una revisione delle soglie Isee.
Aumenti delle mense scolastiche a Treviso, petizione e corteo
La petizione ha raccolto oltre mille firme e per sabato 10 ottobre è previsto un corteo fino al municipio. Il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle ha annunciato la propria partecipazione. Baldan chiede che una parte delle risorse regionali per le politiche sociali e il diritto allo studio venga destinata ai Comuni per calmierare i servizi a domanda individuale.
Il Comune collega l’adeguamento alle tariffe ferme da oltre dieci anni e all’aumento dei costi di energia, materie prime e contratti di lavoro. I promotori della mobilitazione sottolineano invece l’impatto sulle famiglie con più figli e la riduzione percentuale della copertura comunale.
L’interrogazione regionale punta quindi a spostare il confronto oltre il municipio, coinvolgendo la Giunta in un tavolo di conciliazione. La richiesta non riguarda soltanto la mensa, ma anche la possibilità di sostenere altri servizi essenziali che rischiano aumenti analoghi.




































