
La firma dell’accordo Ue-Mercosur spacca il fronte politico italiano. I Verdi parlano di tradimento degli agricoltori e rischi per qualità e sicurezza, mentre il governo rivendica tutele sul reddito, reciprocità e benefici per le imprese agricole.
La firma dell’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur accende un duro confronto politico anche in Italia, con posizioni diametralmente opposte sul futuro dell’agricoltura. Da un lato la critica frontale dei Verdi, dall’altro la rivendicazione del governo e della maggioranza di aver ottenuto condizioni più favorevoli per il settore primario.

Secondo Cristina Guarda, eurodeputata dei Verdi eletta nelle liste di Alleanza Verdi Sinistra e componente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, il cambio di posizione del governo Meloni avrebbe avuto un ruolo decisivo nello sbloccare la firma dell’accordo. Una scelta giudicata “politicamente grave”, perché aprirebbe alla liberalizzazione delle importazioni agricole senza garanzie reali per produttori e consumatori europei. Guarda denuncia inoltre il rischio di un’applicazione anticipata dell’intesa prima del voto dell’Europarlamento, definendola un atto antidemocratico.
Nel mirino dell’eurodeputata c’è quella che definisce un’evidente contraddizione: la difesa del Made in Italy e della sovranità alimentare, a suo giudizio, verrebbe smentita dal sostegno a un accordo che consentirebbe l’ingresso di prodotti realizzati con standard ambientali, sanitari e sociali inferiori a quelli europei. Guarda richiama anche le recenti proteste degli agricoltori, che nelle scorse settimane hanno attraversato le strade di diversi Paesi europei proprio contro l’accordo Mercosur, e cita il caso delle tonnellate di carne deteriorata importata dall’Uruguay come esempio dei rischi legati a controlli insufficienti.
Di segno opposto la lettura del senatore veneto Luca De Carlo, esponente di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Industria, commercio, turismo e agricoltura di Palazzo Madama. Per De Carlo, l’agricoltura italiana “vince ancora” grazie all’azione del governo e del ministro Francesco Lollobrigida, che avrebbero ottenuto importanti correttivi nei termini dell’accordo. Tra questi, un meccanismo di salvaguardia più efficace per la protezione del reddito agricolo, con una soglia fissata al 5%, il rafforzamento dei controlli sulle merci in ingresso e il principio di reciprocità come condizione essenziale.
Il senatore sottolinea inoltre l’azzeramento dei dazi sui fertilizzanti, misura che potrebbe contribuire a ridurre i costi di produzione per le imprese agricole in una fase di forte pressione sui margini. A queste condizioni, sostiene De Carlo, l’accordo Mercosur può tradursi in un vantaggio per gli agricoltori e per l’intero sistema agroalimentare italiano.
Il confronto resta aperto e riflette una frattura profonda tra chi vede nell’accordo una minaccia alla qualità e alla sicurezza del cibo europeo e chi, invece, lo considera un’opportunità regolata per rafforzare competitività e redditi del settore primario.



































