Milano Cortina, azzurri e Ghiotto superstar: le pagelle ai vicentini Ghiotto, Zenere, Ambrosini e Segafredo

Doveroso ricordare i nomi di atlri tre vicentini inseriti tra le riserve dell'Hockey su ghiaccio, pronti a subentrare, anche se non si è reso necessario: i difensori Enrico Miglioranzi (Bolzano) e Gregorio Gios, capitano della Migross Asiago, e il portiere dei giallorossi Rudy Rigoni, tutti nativi dell'Altopiano.

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Atleti azzurri vicentini a Milano Cortina: Filippo Ambrosini, anch’egli classe 1993 come Ghiotto, residente ad Asiago, atteso nell’artistico di coppia assieme alla sua partner, la bergamasca Rebecca Ghilardi, 26 anni.
Atleti azzurri vicentini: Filippo Ambrosini, anch’egli classe 1993 come Ghiotto, residente ad Asiago, atteso nell’artistico di coppia assieme alla sua partner, la bergamasca Rebecca Ghilardi, 26 anni.
L’Italia ha battuto i record storici per numero di medaglie e di ori conquistati alle Olimpiadi di Milano Cortina. Abbiamo dato i voti agli atleti vicentini: su tutti il pattinatore di Altavilla che ha trascinato al titolo olimpico la staffetta inseguimento, 20 anni dopo l’altopianese Enrico Fabris che in quella edizione vinse anche l’oro nei 1.500 e il bronzo nei 5.000

Milano Cortina, azzurri e Ghiotto superstar: le pagelle ai vicentini

E’ un risultato storico quello ottenuto dagli atleti azzurri ai Giochi invernali di Milano Cortina 2026 che si concluderanno domenica sera con la cerimonia di chiusura all’Arena di Verona. L’Italia ha infatti battuto i record storici, che risalivano all’edizione di Lillehammer 1994, sia per quanto riguarda il numero di medaglie d’oro che di podi complessivi. In un’edizione che sarà ricordata, soprattutto all’estero, per l’ottima organizzazione, abbiamo dato i voti ai quattro atleti vicentini, in cui spicca come grande protagonista, a livello assoluto, il pattinatore di Altavilla Davide Ghiotto che ha trascinato il terzetto azzurro alla medaglia d’oro nell’inseguimento a squadre, a 20 anni esatti dal trionfo nella stessa gara di Torino 2006 con protagonista principale un altro vicentino, Enrico Fabris, che in quella edizione vinse anche l’oro nei 1.500 e il bronzo nei 5.000. Abbiamo dato i voti agli atleti vicentini, ecco le nostre pagelle.

DAVIDE GHIOTTO: voto 10

Una medaglia d’oro ai Giochi meriterebbe anche la lode ma il percorso che ha portato Ghiotto al titolo olimpico conquistato martedì 17 febbraio è stato accidentato e in parte anche sfortunato. Già medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Pechino 2022 sui 10 mila metri Davide aveva puntato sulla distanza più lunga, di cui è detentore del record mondiale con 12’25″69, stabilito nel gennaio 2025, e che nel quadriennio olimpico l’ha visto vincere quattro titoli mondiali. In questa stagione, anche a causa del mal di schiena, non ha brillato in Coppa del Mondo, ma era comunque tra i candidati per una medaglia. Invece per il 32enne è arrivato un sesto posto (emblematiche le sue parole a fine gara «Ho fatto schifo»), accennando quasi a un possibile ritiro a fine stagione. Cinque giorni prima, nella seconda giornata dei Giochi, sulla distanza a lui meno congeniale dei 5 mila era arrivato quarto, a soli 35/100 dal podio su un tempo di circa 6′, beffato da un compagno di squadra, il 24enne emergente Riccardo Lorello, che ha sorpreso tutti, partendo tra i primi. Il grande riscatto è arrivato guidando il team parsuit, composto anche da Michele Malfatti e Andrea Giovannini, in una competizione che l’Italia ha dominato: nei quarti, disputati tre giorni prima, il “trenino” azzurro aveva ottenuto il miglior tempo e poi in semifinale ha battuto, con un crescendo nella seconda parte, gli eterni rivali dell’Olanda. Il capolavoro, davanti ad una pubblico entusiasta, è stato compiuto nella finale contro gli Usa, campioni del mondo in carica e quasi imbattibili nelle gare di Coppa del Mondo 2025-2026: gli americani sono rimasti in testa solo nei primi giri poi il “trenino” azzurro è cresciuto in maniera impressionante, schiantando gli avversari nel tripudio del palaghiaccio di Milano. Ciliegina sulla torta (anzi “ciliegiona”) la decisione del Coni di nominarlo per la cerimonia di chiusura portabandiera assieme a Lisa Vittozzi (che ha conquistato il primo oro nella storia del biathlon italiano alle Olimpiadi), come personaggi simboli dei trionfi italiani.

ASJA ZENERE: voto 7

Doverosa una promessa: avere avuto un’atleta vicentina, la 29enne Asja Zenere, nata a Bassano del Grappa e cresciuta ad Enego, piccolo paese dell’Altopiano, nel quartetto azzurro di slalom gigante ai Giochi, la disciplina più tecnica della specialità è stato comunque un evento storico. Lo sci alpino è la disciplina invernale più seguita in Italia e con il maggior numero di praticanti. Notevole anche la concorrenza interna, se si pensa che in gara c’erano Federica Brignone (poi straordinaria vincitrice dell’oro, bissando il titolo in supergigante) e Sofia Goggia. Per la Zenere è stata una convocazione meritata visto che ha ottenuto anche quest’anno buoni risultati in Coppa del Mondo, dove ha il posto fisso da tre anni, dal nono a Copper (Usa), il 13° a Tremblant (Canada) e il 15° nella tappa italiana di Kronplatz. Alla fine Zenere deve essere orgogliosa del suo debutto assoluto nella rassegna cinque cerchi, terminato in 14esima posizione ma con il miglior tempo assoluto nella seconda manche, un risultato parziale ma di grande prestigio che potrà farle prendere consapevolezza dei suoi mezzi. Nella prima manche, probabilmente frenata dall’emozione, non è riuscita ad interpretare la pista al meglio ed è giunta al traguardo con un ritardo di 1″90 dalla vetta, al 22° posto. Nella seconda manche è andata all’attacco, ma senza correre rischi, le ha consentito di recuperare otto posizioni, davanti ad atlete meglio piazzate di lei in Coppa del Mondo

FILIPPO AMBROSINI: voto 6.5

Buon bilancio, seppur con qualche rimpianto, per l’asiaghese Filippo Ambrosini, classe 1993 come Ghiotto, impegnato nel pattinaggio, specialità artistico di coppia, assieme alla sua partner, la bergamasca Rebecca Ghilardi, che ha 26 anni. Per la coppia azzurra si è trattato della seconda presenza consecutiva ai Giochi, ma rispetto a quattro anni la coppia era notevolmente cresciuta nell’ultimo quadriennio, proponendo un programma più difficile e vincendo due medaglie (l’argento nel 2023 e il bronzo nel 2024) ai campionati europei. Nello scorso mese di gennaio la coppia, a Sheffield (Gran Bretagna), cercava il tris sul podio continentale, ma ha dovuto accontentarsi di un comunque onorevole sesto posto. L’obiettivo di questi Giochi era un piazzamento nella Top 10, che è sfumato per poco, visto che alla fine si sono piazzati dodicesimi, mentre l’altra coppia azzurra, Conti-Macii, che sognava una medaglia è giunta sesta. Ambrosini e Ghilardi erano decimi dopo il programma libero, poi nello short hanno perso due posizioni, chiudendo con un totale di 191.86 punti, quando il loro personal best è di 195.68, ottenuto agli Europei 2024. Per la coppia vicentino-bergamasca, che ha migliorato il piazzamento di quattro anni fa quando conclusero la gara olimpica al 14° posto, è stata comunque un’esperienza indimenticabile, visto che lacrime di gioia e un lungo abbraccio hanno accompagnato la loro uscita dal ghiaccio sulle note del flamenco “Poeta en el mar”.

ALESSANDRO SEGAFREDO voto 6.5

Poche soddisfazioni, ma la cosa era prevista, per l’Italia di hockey su ghiaccio che nel gotha dei team più forti al mondo – e dove in Paesi come Usa, Canada, Svizzera, Repubblica Ceca, Stati scandinavi e baltici è sport nazionale – che nelle quattro partite disputate ha sempre perso, anche se le sconfitte contro Svezia (2-5), Svizzera (0-3) ma soprattutto Slovacchia (2-3) sono state onorevoli, più pesante quella contro la Finlandia (0-11). Ai componenti della nazionale azzurra, ammessa di diritto al torneo come Paese organizzatore (l’ultima volta era successo a Torino 2006), rimangono orgoglio e soddisfazione per aver vissuto un’esperienza indimenticabile. Tra loro anche un altro asiaghese, Alessandro Segafredo che con i suoi 21 anni – da qui il mezzo punto in più in classifica – era il più giovane di tutta la rosa azzurra, sceso sul ghiaccio in due partite, la prima contro la Svezia e l’ultima contro la Svizzera. In questa stagione agonistica Segafredo si divide tra i Lions Zurigo, campioni elvetici in carica, e il farm team GCK Lions, a conferma della qualità del lavoro svolto in questi anni trascorsi all’estero e pure negli impegni con l’Italia in occasione delle tappe della European Cup of Nations, in Polonia e Ungheria. Doveroso ricordare i nomi di atri tre vicentini inseriti tra le riserve, pronti a subentrare, anche se non si è reso necessario: i difensori Enrico Miglioranzi (Bolzano) e Gregorio Gios, capitano della Migross Asiago, e il portiere dei giallorossi Rudy Rigoni, tutti nativi dell’Altopiano.