Miteni, Corriere del Veneto: “Per Tar il Gruppo Ici è responsabile e dovrà bonificare”

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Recentemente il Tribunale amministrativo della Regione Veneto ha riconosciuto con propria sentenza il Gruppo International Chemical Investors (Ici) come responsabile della contaminazione del sito ex Miteni, a Trissino, in provincia di Vicenza. Il privato dovrà provvedere alla bonifica dell’ex area industriale.

Il Tar ha dunque reso ragione all’ente Provincia di Vicenza che ritiene da anni Ici responsabile dell’inquinamento, al pari di altre società, Eni e Mitsubishi proprietari in passato della società.

L’inquinamento da Pfas delle falde acquifere – come è noto – ha portato gravi conseguenze a circa 350 mila persone che vivono nelle province di Vicenza, Verona e Padova. In particolare, problemi di salute come anche evidenziato da un recente studio dell’UniPD.

Rebecca Luisetto scrive su Il Corriere del Veneto: “Nonostante il gruppo Ici abbia tentato di fare ricorso a questo provvedimento della Provincia, il Tar ha deciso di non accogliere le sue posizioni stabilendo che la società e chi la controlla è responsabile anche dal punto di vista ambientale, secondo dei principi di giurisprudenza eurocomunitari. Da ricordare che Ici, insieme a Eni, si è spontaneamente proposta di assumersi i costi degli interventi al momento attivi sul sito contaminato. Ma entrambe le società si sono sempre dette «non responsabili».

La sentenza di lunedì ha affermato il contrario. Ora si attende il responso del Tar anche su Mitsubishi, la cui udienza si è svolta a marzo assieme a quella di Ici, per poi aspettare di procedere anche nei confronti delle società Eni e Marzotto, e delle persone fisiche che le gestivano. Nelle motivazioni del ricorso presentato da Ici, la società si diceva non consapevole dello stato di contaminazione fino alla relazione dei carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico) avvenuta il 13 giugno 2017.

Ma lo stesso Tar ha detto che questo assunto «non può essere accolto» perché «privo di riscontri alla luce della documentazione versata in atti, dato che esistono gravi, precisi e concordanti indizi in senso contrario». Tra questi il fatto che Ici era sicuramente consapevole di una storica contaminazione della falda da sostanze benzotrifluoruri, i cosiddetti «Btf», avvenuta nel 1975 quando il sito era gestito da Rimar Spa. Una vicenda che era di pubblico dominio.

A questo si aggiunge il fatto che Mitsubishi, quando nel 2009 ha ceduto la società a Ici, aveva redatto un memorandum confidenziale dov’erano indicate espressamente le «valutazioni ambientali del suolo nel sito nel 1996, 2004, 2008 e ancora in corso» per mantenere un buon livello di monitoraggio degli inquinanti. Senza dimenticare che nel 2005 era stata posizionata una barriera idraulica in grado di controllare il flusso delle acque sotterranee. Infine, l’ultima valutazione della società esterna di consulenza ambientale Erm per l’azienda che ha visto la realizzazione di attività sul campo e della redazione di un report finale risale al 5 febbraio 2009, quando Ici si era già insediata nella proprietà…

Nel frattempo si attendono le prossime sentenze del Tar, in modo da capire chi dovrà assumersi la responsabilità economica del progetto di bonifica. Il quale è già stato approvato dagli enti competenti e attende soltanto un ultimo tassello che verrà approvato entro giugno: l’analisi di rischio, che consentirà di capire quale sarà nello specifico la spesa da affrontare”.