Miteni-Pfas, la posizione della Cgil di Vicenza dopo la chiusura indagini del Noe

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L’azione della Cgil Vicenza in merito alla vicenda Miteni-Pfas è stata esposta oggi in una conferenza stampa da Giampaolo Zanni e Giuliano Ezzelini Storti.

“In seguito alle conclusioni delle indagini dei Carabinieri del NOE di Treviso – si legge in una nota Cgil – e ai risultati degli studi che, su nostra richiesta, la Regione ha finanziato ed assegnato al Dott. Merler ed al Dott. Girardi, sulla mortalità dei dipendenti RIMAR/MITENI e sui valori di PFAS nel sangue degli stessi, come CGIL di Vicenza ci siamo mossi in due Direzioni:

ex miteni pfas venetoDa una parte promuovendo tra gli ex lavoratori RIMER/MITENI una campagna di raccolta deleghe al nostro patronato INCA CGIL per procedere con richieste all’INAIL di riconoscimento della malattia professionale per bio-accumulo di PFAS nel sangue. È una scommessa, non ci sono precedenti in Italia, ma siamo convinti che occorra procedere e che ci daranno ragione.

Un grosso lavoro, difficile, perché tra gli ex lavoratori registriamo profonde resistenze ad agire, culturali e soprattutto psicologiche, lavoro che permette però, dopo la somministrazione di un questionario ad un centinaio di ex lavoratori che hanno accettato il nostro invito, alla data attuale, di realizzare 43 denunce all’INAIL per riconoscimento malattia professionale, di cui 3 riguardanti ex lavoratori deceduti.

L’INAIL ha ad oggi respinto le 3 richieste degli ex lavoratori deceduti ed accolto 19 richieste di ex lavoratori viventi, riconoscendo loro, prima volta in Italia,  un danno del 2% (che non da diritto a risarcimento) non per patologie manifeste, ma per bio-accumulo di PFAS, quindi riconoscendo la nocività/rischio di queste sostanze per la salute, perché potrebbero provocare patologie correlate. In attesa di risultato sono le rimanenti 21 domande. Di una delle 3 denunce respinta abbiamo già depositato un accurato ricorso.

Dall’altro lato – prosegue la Cgil Vicenza – abbiamo depositato, nel gennaio del 2019, un Esposto in Procura Tribunale di Vicenza, come CGIL Vicenza e FILCTEM CGIL Vicenza, redatto dall’Avvocata Lucia Rupolo del Foro di Padova, nel quale denunciamo quanto accaduto in RIMAR/MITENI a danno delle persone che hanno lavorato nel sito e che hanno nel sangue valori altissimi di PFAS e dunque a rischio insorgenza patologie come emerge dallo studio dei Dottori Merler e Girardi, e chiediamo si indaghi sulle responsabilità dei dirigenti che si sono succeduti nel tempo nelle due società.

In conseguenza di questo nostro Esposto, nell’agosto del 2020 si aprono le indagini sui danni alla salute delle lavoratrici e dei lavoratori RIMAR/MITENI e sulle responsabilità dei soggetti coinvolti.

A luglio 2022 la PM del Tribunale di Vicenza incaricata chiude l’indagine con richiesta al GIP di archiviazione della stessa. Si tratta di una decisione motivata da aspetti tecnici a nostro avviso discutibili ed inaccettabile sul piano generale, considerati i valori di sostanze PFAS, senza eguali al mondo, presenti nel loro organismo e considerate le correlazioni tra queste sostanze ed alcune patologie che la bibliografia sul tema e che gli studi più recenti fanno emergere.

Per queste ragioni come CGIL e FILCTEM CGIL di Vicenza, su decisione assunta a livello regionale, abbiamo avanzato formale Opposizione rispetto alla richiesta di archiviazione dell’indagine della PM, e siamo in attesa di riscontro da parte del GIP del Tribunale di Vicenza, con udienza fissata per il prossimo 16 marzo.

In vista di questo appuntamento abbiamo chiesto al giornalista Gianni Poggi di realizzare un Documentario che racconti quanto accaduto e l’iniziativa messa in campo.

Il documentario PFAS Lavoro Avvelenato verrà proiettato per la prima volta venerdì 10 marzo, alle ore 9.30, al cinema teatro Cà Balbi di Vicenza.

Faremo di tutto perché le indagini proseguano e perché si accertino le responsabilità, in nome della verità, in nome della giustizia, perché simili disastri non si ripetano”.