Mostra Egitto a Vicenza, i numeri: 98mila visitatori e utile da oltre mezzo milione di euro

641
mostra egitto vicenza
mostra egitto vicenza

98.136 visitatori e un utile complessivo di 551.646,42 euro per la Mostra sull’Egitto ospitata in Basilica Palladiana a Vicenza. Questi i dati salienti diffusi oggi dal Comune circa la mostra “I creatori dell’Egitto eterno. Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone”, curata dal Museo Egizio di Torino sotto il coordinamento del direttore Christian Greco a Vicenza.

L’evento, chiuso il 28 maggio scorso, ha riunito più di 180 oggetti, capolavori della statuaria, sarcofagi, papiri, bassorilievi, stele scolpite e dipinte, anfore e amuleti. La mostra sull’Egitto ha fatto parte del ciclo “Grandi Mostre in Basilica” promosso dall’amministrazione di Francesco Rucco, ideato dal Comune di Vicenza, in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio e la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza. La promozione e l’organizzazione sono state curate da Marsilio Arte.

A fronte dell’investimento complessivo dell’amministrazione comunale pari a oltre 650.000 euro, rientrano oggi nelle casse comunali 263.837,85 euro; la restante parte dell’utile va a Marsilio Arte.

“Abbiamo ereditato dall’amministrazione Rucco un ciclo di mostre di prestigio e scientificamente molto curate – sottolinea l’assessore alla cultura, turismo e all’attrattività di Vicenza, Ilaria Fantin -. L’introito che, come previsto dall’accordo di collaborazione stilato dall’amministrazione con il Palladio Museum e la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, dovrà essere destinato all’organizzazione e promozione di mostre in Basilica Palladiana o altre iniziative di promozione della cultura vicentina, diventa oggi un trampolino importante per poter cominciare a programmare i prossimi eventi espositivi in Basilica.

Abbiamo a disposizione uno spazio unico che dobbiamo continuare a utilizzare con rigore, ma anche con coraggio per eventi che aumentino l’appeal della nostra città in Italia e all’estero, capaci di essere qualificanti da un punto di vista scientifico, attrattivi e stimolanti, ma anche innovativi”, ha concluso.