Movimento 17 ottobre lancia la mobilitazione permanente: diffusa guida anti-manganellate

22

(Adnkronos) –
Una “guida tascabile alle manifestazioni di piazza per principianti”, con “consigli pratici e informazioni utili su repressione e reazione collettiva”. Si intitola ‘Safer in the street’ ed è il documento che circola nelle chat legate al Movimento 17 ottobre, accompagnato dall’invito a “stampare e condividere in piazza” queste informazioni.  

Sui social il Movimento dà poi appuntamento ogni sabato alle 15 nelle principali piazze italiane “fino alla caduta di questo governo ladro”: piazza del Duomo a Milano, piazza Nettuno a Bologna, piazza Castello, Circo Massimo a Roma, piazza Santa Maria Novella a Firenze, piazza Mazzini a Padova, piazza Umberto I a Bari e piazza De Ferrari a Genova 

 

Il testo parte dalle situazioni che possono verificarsi prima ancora dell’inizio di una manifestazione: controlli, identificazioni e perquisizioni nelle strade, nelle stazioni ferroviarie e nei pressi delle uscite autostradali. Ai partecipanti viene ricordata l’importanza di avere con sé un documento e vengono fornite indicazioni generali sui propri diritti in caso di controllo o accompagnamento in questura. 

Una parte consistente della guida è dedicata a quello che può accadere durante una manifestazione. Il capitolo sulla “reazione collettiva” invita a prestare attenzione a chi cade, viene ferito, ha difficoltà respiratorie o viene fermato, sottolineando i rischi legati al panico e agli spostamenti disordinati della folla. 

“Non scappare disordinatamente”, si legge nel testo, che invita a mantenere la calma e ad aiutare chi si trova in difficoltà. Poi ci sono i capitoli dedicati ai diversi strumenti di ordine pubblico: lacrimogeni, spray urticanti, idranti e manganelli. Questi ultimi “fanno molto male” quindi “puoi proteggerti usando caschi da cantiere, protezioni da moto o skate” suggerisce il vademecum ma “potrebbero ostacolare la mobilità dei tuoi movimenti”. La guida descrive gli effetti delle sostanze irritanti e fornisce indicazioni generali per affrontare un’eventuale esposizione. “Conoscerne gli effetti è il modo migliore per disinnescare gran parte del loro potere repressivo”, si legge nella sezione dedicata ai lacrimogeni. 

Il documento dedica spazio anche all’eventualità di un arresto o di un fermo. Il messaggio è quello di conoscere i propri diritti, chiedere assistenza legale e non rendere dichiarazioni senza aver prima parlato con un avvocato. Tra le formule suggerite compare: “mi avvalgo della facoltà di non rispondere”. E l’invito è a mantenere la calma: “Cerca di mostrarti tranquill*”.  

Non manca il capitolo sulla documentazione delle manifestazioni. Foto e video, si legge, possono essere importanti per ricostruire quanto accaduto e persino per difendere persone finite sotto processo ma possono anche contribuire all’identificazione dei manifestanti. “Hai la responsabilità dei materiali che stai producendo”, avverte la guida, invitando a non riprendere chi non vuole essere filmato e a valutare con attenzione cosa pubblicare. E ancora: “Stai attent* a come e a chi parli di eventuali movimenti caldi prima o durante la manifestazione” e che “le telefonate e i messaggi possono essere intercettati”. 

C’è poi un’attenzione particolare alla presenza delle forze dell’ordine nelle immagini. Il documento sostiene il diritto di filmare gli agenti nello svolgimento delle loro funzioni ma avverte anche dei possibili rischi nel farlo durante momenti di tensione. L’invito generale è a utilizzare foto e video con responsabilità e a non diffondere immagini che possano esporre inutilmente altre persone.  

La guida arriva fino al “dopo”. La repressione, sostiene ‘Safer in the street’, non finisce con lo scioglimento del corteo: possono esserci conseguenze giudiziarie nei giorni e nei mesi successivi. Da qui l’invito alla solidarietà verso chi viene fermato o arrestato e a seguire anche ciò che accade dopo la manifestazione. “Non limitarti alla manifestazione”, si legge, perché “partecipare a un presidio, mandare una lettera, seguire un processo, vuol dire non lasciare da sol* chi lo subisce”. Il documento si chiude con un invito a conoscere i propri diritti e a informarsi prima di affrontare situazioni che non si sanno gestire. “Non dare nulla per scontato”, è l’ultima raccomandazione, accompagnata dall’invito a chiedere informazioni “da chi ha più esperienza (legale o di piazza)”. 

 

“Mobilitazione permanente ogni sabato. Fino alla caduta di questo governo ladro”, annuncia sui social il Movimento. “Capiamo di organizzarne altre – scrivono sul canale Telegram del Movimento -. Facciamo girare al massimo e mettiamo più gente possibile in questo gruppo. Raggiunto un certo numero di membri lo dividiamo per città”. 

Nella descrizione del profilo Instagram del Movimento 17 ottobre si legge: “Siamo quelli delle piazze. Quelli che vedono l’unica violenza nel manganello degli sbirri”. E ancora, in un post aggiungono: “I violenti siete voi che ci avete negato il futuro, ora quel futuro ce lo prendiamo”. 

—

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)