Un libro come padre, Nilo Cardillo: “L’umana avventura. Antologia italiana per la scuola media” di Tommaso Pisanti

Copertina della antologia
Copertina della antologia "L’umana avventura. Antologia italiana per la scuola media", Tommaso Pisanti
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Nel mese di giugno 2021 ho accompagnato l’amico preside Nicola Terracciano presso la Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III” di Napoli, per consultare alcuni testi, preziosi e introvabili, del Prof. Tommaso Pisanti. Tra i libri richiesti dal Preside Terracciano era compreso un volume particolarissimo, almeno nella mia percezione, pubblicato dal Prof. Tommaso Pisanti nel lontano 1967: una “ANTOLOGIA ITALIANA PER LA SCUOLA MEDIA[1], in volume unico, per complessive 1007 pagine.

Tommaso Pisanti nel suo studio di Caserta
Tommaso Pisanti nel suo studio di Caserta

Incuriosito dalla veste grafica assai curata, con pagine a colori e con illustrazioni raffinate[2] che, di tanto in tanto, accompagnavano i brani antologici, per una loro lettura anche intuitiva, ho cominciato a sfogliare l’antologia sempre più incuriosito ed emozionato dalla bellezza, in senso platonico, che sgorgava dalle pagine del libro. Ho provato inaspettate, intense emozioni, che mi hanno richiamato alla mente la figura di Tommaso Pisanti ed i dialoghi dotti e raffinati avuti con lui e con la Sua Signora, Prof.ssa Rosa Cricchi ed il figlio Gery, nella mia e nella sua casa, sempre in compagnia di Terracciano, quando il suo eloquio, garbato e rispettoso dell’interlocutore, generava una atmosfera alta e nobile, da “simposio platonico”. Improvvisamente la sua immagine si arricchiva di un versante, per me, insospettato, il docente di scuola media, capace di coltivare una attività pedagogica più umile rispetto a quella di straordinario conoscitore delle grandi letterature italiana, angloamericana, norvegese, settori nei quali i suoi contributi scientifici rimangono pietre miliari della letteratura comparata.

L’antologia per la scuola media di Tommaso Pisanti, talmente vitale da girare ancora oggi  nelle scuole, leggermente trasformata da altri autori che, per loro fortuna, hanno ereditato un materiale prezioso e resistente nel tempo[3], si presenta come un libro coinvolgente, di raro valore, letterario e pedagogico, perché rivela una visione della preadolescenza che è amore della preadolescenza, di una età fondamentale nella crescita dei giovani uomini e delle giovani donne, i quali vengono letteralmente presi per mano ed accompagnati in un viaggio che, vichianamente, ricapitola l’intera “avventura umana”. In questo modo i preadolescenti vengono guidati verso la conquista di una “coscienza del proprio io” che si “struttura culturalmente”, non solo in senso letterario, ma anche e soprattutto in senso antropologico. La scelta, quasi sterminata, dei brani e la loro organizzazione, delineano una costruzione armonica, un universo di esperienze e di emozioni, messo a disposizione degli insegnanti seri. “Un vasto panorama di letture –scrive Pisanti – proposte alla sensibilità dei ragazzi”, ai quali Pisanti intende offrire splendide suggestioni come stimolo alla formazione di primi nuclei di idee e di riflessioni” e, sono sempre sue parole, “pagina dopo pagina condurre un dialogo fresco, nitido ed incisivo”. Io trovo che il suo libro sarebbe utilissimo proprio agli  adolescenti di oggi. Essi sono sempre più “connessi e interconnessi” tramite Internet e gli inutilmente potenti smartphone che genitori poco avveduti mettono tra le loro mani in anni tenerissimi, quando finisce per prevalere un uso improprio di tali strumenti, con rischi educativi e psicologici, denunciati quotidianamente su tutti i giornali. Nonostante la loro precoce abilità nell’uso di tali mezzi tecnici, essi fanno più fatica, rispetto a noi, a diventare grandi, a conquistare una vera autonomia di pensiero che è la indispensabile precondizione di ogni libertà. Essi sono assai veloci nella ricerca delle informazioni, nell’uso sociale e comunicativo di tali strumenti, ma poi, sotto questa ingannevole velocità comunicativa, affiora, ai primi ostacoli, una pericolosa fragilità psicologica derivante dalla mancanza della “autonomia intellettuale”. Tutti gli studiosi più avvertiti confermano queste preoccupazioni, perché la padronanza della tecnologia informatica spesso fa saltare tappe essenziali dell’evoluzione della personalità, per cui gli adolescenti rimangono privi di quella sicurezza interiore che consente di affrontare e risolvere i traumi della crescita, di interiorizzare norme e regole come fondamento della libertà di scelta, in definitiva non realizzano quell’apprendimento graduale, faticoso, basato sulla esperienza fattuale, che porta lentamente alla libertà che si coniuga con l’assunzione delle responsabilità. Di fronte a tale avveniristica tecnologia si para incerta e debole, una scuola media che arranca, non respira, povera e marginalizzata in edifici scolastici cadenti ed insicuri, privi di quella dignità edilizia che deve fare da sfondo ad una attività educativa vissuta come esperienza esaltante, come “avventura” mentale che apre le porte della maturità culturale e, soprattutto umana. Sfogliando il libro di Pisanti ho

 

Frame del libro di Pisanti

avvertito subito il contrasto tra quella scuola, che le pagine selezionate da Pisanti fanno intravedere, e la scuola attuale, avvilita, colpevolizzata, “violentata dai nostri governanti che hanno cinicamente tagliato le sue risorse e non credono più nell’importanza della cultura e della formazione che essa deve difendere e trasmettere”.[4] L’antologia di Tommaso Pisanti è specchio di un’altra scuola, autorevole, stimata dai genitori, rispettata dagli studenti, quando nelle aule e nelle case bastava l’ingresso di un insegnante o di un padre per generare una atmosfera di silenzio e di rispetto. Pisanti offriva “un panorama degli aspetti molteplici e dei motivi centrali della vita e della realtà, da percorrere, con la guida esperta dell’insegnante, col gesto vitale della scoperta e con la mente desta e attenta, nel tempo stesso, a saper ricavare un nucleo di dati non casuali, facili e generici, ma capaci di procurare concreti e autentici elementi di formazione”. L’indice della antologia meriterebbe di essere riportato per intero, in modo da cogliere non solo la straordinaria ricchezza dei brani e degli argomenti, ma soprattutto la loro articolazione e loro strutturazione (non generica e casuale), che delinea una visione consapevole della necessità di realizzare il principio che “la ontogenesi ricapitola la filogenesi”, cioè ogni individuo per maturare, fisiologicamente e culturalmente, deve ripercorrere le tappe evolutive della propria specie. Ciò vale anche per le conquiste culturali, non a caso la conoscenza dell’apparato mitologico di una cultura è condizione necessaria per poter capire in profondità quella cultura.  Pisanti voleva offrire spazio alle ali della fantasia e, al tempo stesso, curare la formazione del gusto, la chiarezza del pensare, una prima precisazione della personalità.

Proviamo per un attimo a seguire il progetto elaborato da Pisanti:

  1. LA NATURA E IL LAVORO UMANO ( Gli alberi, gli animali. I giorni, le stagioni, altri aspetti. Il lavoro umano ).
  2. L’EDUCAZIONE DEI SENTIMENTI ( Favole, fiabe, leggende. Primi significati (Dio, l’amore, la storia, le arti). Famiglia, scuola, incontri. (Sezione molto ricca con poesie, brani di prosa, articoli che aprono un intero mondo di esperienze e di riflessioni). Le grandi avventure ( I grandi romanzi di viaggi, di scoperte geografiche, ecc.).
  3. DA PASSATO AL PRESENTE (I brani vanno dai fossili, ai faraoni, ai greci e via via si avvicinano ai nostri giorni, per concludersi con due brani assai significativi: La Costituzione della Repubblica Italiana, di P. Calamandrei, e “I giovani e l’Europa, di G.B. Angioletti).
  4. LE ORE LIBERE (Giochi vari, sport, novelle, per concludere con “Quand’ero ragazzo”, di C. Chaplin).
  5. REALTA’ E MITI DEL NOSTRO TEMPO (Presente e futuro, il volo umano, l’atomica, ecc.).
  6. L’ITALIA, L’EUROPA, IL MONDO. (Un brano per ogni regione italiana, poi le città europee, infine paesi lontani. In questa sezione l’alunno è aiutato ad ampliare gradualmente la propria conoscenza dell’ambiente geografico, economico e politico, con un lucido accenno alla mondializzazione dei processi storici e politici, segno dello studioso abituato al raffronto delle letterature ed ai contatti diretti con la varie regioni del pianeta. E’ facile, perciò, immaginare quale effetto di apertura mentale potevano provocare quelle letture, specialmente se affidate ad insegnanti sensibili e consapevoli).

Scorrendo l’indice si resta ammirati dinanzi alla conoscenza vastissima di tutte le letterature, italiana, europea, mondiale ed alle scelte proposte agli insegnanti, essi pure quasi presi per mano ed aiutati nel delicato compito di aprire e stimolare le menti degli adolescenti. E si condivide l’auspicio dell’autore che il libro diventi, nelle mani dei ragazzi, il anni di accensione della immagi-nazione e di prime riflessioni, un loro fondamentale e vivido libro.

Le schede di accompagnamento redatte da Pisanti sono esemplari per chiarezza, sintesi, pertinenza agli argomenti proposti. Ne riporto, a destra, la prima.

Si avverte il linguaggio del poeta, profondo e raffinato, che Pisanti già era, infatti ha inserito nell’antologia anche propri brani poetici. Scorrendo le pagine avvertiamo in modo chiaro la guida esperta, animata da un disegno preciso e meditato, che, attraverso letture, stimoli, anche visivi, esercizi guidati, con suggerimenti discreti, ma essenziali, aiuta progressivamente l’alunno non solo a costruirsi una prospettiva temporale consapevole basata sulla conoscenza del divenire naturale e storico, ma anche una “padronanza artistica” della lingua, strumento fondamentale per capire il mondo esterno e la propria interiorità, quindi il senso del proprio “essere nel tempo e nella storia”.

Tommaso Pisanti aveva chiarissimo il problema educativo dei preadolescenti, al quale il suo libro voleva dare un supporto agile, intelligente, ricco, avvincente, a partire dal titolo, L’UMANA AVVENTURA. Nel corso dei tre anni di scuola media, gli alunni, attraverso questo universo così ampio, ricco, variegato, di brani letterari, avrebbero attraversato e ripercorso le tappe fondamentali della “umana avventura” dell’uomo occidentale, emozionandosi, interrogandosi, affinando gli strumenti di analisi e di sintesi linguistica, in modo da crescere ed orientarsi verso una personale realizzazione di vita e di pensiero, che li avrebbe portati a scelte consapevoli di studio, di lavoro, di impegno pubblico, forti di una “competenza umanistica” che sarebbe rimasta il loro “tesoro profondo”, emotivo e sentimentale, al quale attingere, magari, nei momenti di incertezza, di difficoltà, che la vita non risparmia a nessuno di noi. Pisanti ha tante volte espresso il concetto, che vive dentro questa antologia, che l’uomo può aspirare alla purezza dello spirito, ma lo può fare solo camminando dentro il tempo impuro della storia.[5] Il percorso della vita umana va tutto attraversato se vogliamo scoprire e valorizzare lo spirituale che è in noi, non per salvare l’anima dal peccato, ma per realizzare in pieno la “condizione umana”, la quale richiede che il singolo si senta responsabile non solo della sua vita, ma, nei limiti delle sue capacità, delle sorti dell’intera umanità.

Sfogliando l’antologia e ripensando ai nostri tanti dialoghi, ho trovato, in Tommaso Pisanti, il forte convincimento della “valenza democratica dello studio”, l’unica risorsa capace di rendere uguali i diversi, per nascita, per censo, per origini geografiche e ambientali, portando tutti i ragazzi, attraverso lo studio, che è sforzo e fatica, a “diventare governanti di se stessi, uomini capaci di pensare, di studiare, di dirigere e di controllare che dirige” (Gramsci).

Un libro come padre: ci sono incontri che ci cambiano la vita, e ciò succede spesso con “un insegnante”, quello che significa tantonella vita di un alunno che questi lo porta dentro di sé per tutta la vita (un insegnante, se bravo, deve insegnare, cioè lasciare un segno! ). E ciò accade anche per alcuni libri o per certe opere d’arte. Dopo averli letti il mondo cambia, è quello di prima, ma non è più come prima. La lettura dell’antologia di Tommaso Pisanti, se, come lui dice, sostenuta da un insegnante sensibile, può realizzare questo miracolo, cioè un cambiamento profondo del giovane lettore, una seconda nascita. In questo senso un libro può essere un secondo padre: genera una diversa, più completa, più feconda capacità di guardare il mondo!

Perciò credo che questa antologia andrebbe recuperata e riproposta, proprio nella sua versione originale, in volume unico, per donare ai lettori il profumo irripetibile di quella scuola bella, vissuta in anni lontani, ma costruttivi e pieni di entusiasmo, della nostra storia. Nello stesso tempo questo libro, piccolo tassello all’interno della poderosa produzione scientifica e letteraria di Pisanti, completa il quadro della sua personalità straordinaria, di uomo di cultura e di scuola, che per questa sua sensibilità pedagogica si avvicina ad altri grandi studiosi che, col suo stesso amore, si sono occupati della scuola. Non la scuola azienda, che consegna saperi utili, da spendere nel mercato, quella che le ultime riforme propongono come “rinnovamento educativo”, ma la scuola che libera mente, che evita la paralisi del pensiero e sostiene una autentica vita democratica. Per la democrazia non è sufficiente un individuo nutrito di sole conoscenze tecniche, è necessario un individuo che sappia emozionarsi, volare sulle ali della fantasia, che abbia la capacità del risveglio, la capacità di interrogarsi e che sia capace di scegliere negli snodi fondamentali della sua vita ed in quelli dell’intera società. Perciò Pisanti parlava di formazione del gusto della scoperta con una mente desta e attenta! Di questo la società ha bisogno ancora oggi, di formare persone che hanno la massima cura di se stesse, che tengono nel massimo conto la libertà del pensare, la capacità di interrogarsi sulle questioni di significato.

Bisogna ripartire dall’ora di lezione e dalla guida esperta dell’insegnate, come scrive Pisanti[6]. Solo l’incontro, misterioso e stimolante, tra allievi e maestri può salvare la nostra scuola che rischia il naufragio. Niente può sostituire il maestro: né computer né slide né pillole tecnologiche. Nelle pagine dell’antologia ho risentito la voce dell’amico Tommaso Pisanti, il  professore che, presidente di commissione nel mio Liceo Classico Vitruvio di Formia,  con pacatezza parlava del suo trasporto erotico per il sapere e per la trasmissione del sapere.  Una voce che mi porto dentro, anche inconsapevolmente, per cui mi è difficile accettarne la scomparsa. Tommaso Pisanti però, come i veri maestri, non muore interamente, te lo porti dentro in ciò che sei diventato, in quello che leggi e impari ogni giorno. E’ una presenza che insiste a vivere in noi, suoi amici e ammiratori, oltre che nei suoi innumerevoli studenti.


[1] T. Pisanti, Antologia per la  Scuola Media, Loffredo Editore, Napoli, 1967, pagg. 1007.-

[2] Opera del pittore Aldo Terracciano (Vedi il questo volume a pag.    ….).

[3] Ritengo moralmente ingiustificato che il nome di Tommaso Pisanti sia totalmente scomparso nelle ultime edizioni.

[4] M. Recalcati, L’ora di lezione,  Einaudi, Torino, 2014, p. 3.

[5] Illuminante a questo proposito il suo giovanile e concreto impegno nella politica (nella sezione curata magistralmente da Terracciano).

[6] Prefazione alla antologia.

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Nato nel 1943, ha frequentato il Liceo Classico di Formia. Si è laureato in filosofia presso l’Università degli Studi di Napoli, nel 1968. Allievo di Aldo Masullo, ha elaborato una tesi di filosofia della scienza, sviluppata in collaborazione con il Dipartimento di Fisica: “Determinismo, indeterminismo e libertà negli apporti della cibernetica alla filosofia”. Successivamente ha insegnato “Storia e filosofia” ed è stato preside, sempre per concorso nazionale, dei Licei di Venezia, Frosolone (IS), Pontecorvo (FR), ed infine, per 14 anni, del Liceo Classico “Vitruvio Pollione” di Formia (LT). Ha ottenuto borse di studio in Italia e all’estero. Ha pubblicato numerosi articoli di filosofia, pedagogia, psicologia e didattica su riviste nazionali. Negli ultimi anni si è occupato di Storia del Risorgimento, pubblicando il saggio: - Risorgimento e modernità. Le origini italiane della scienza dei computer, in Atti del convegno su Raffaele Gigante, D’Arco Edizioni, Formia, 2013, pag. 230. E’ socio della Società Napoletana di Storia Patria. E’ componente del Comitato Scientifico della Associazione Culturale “Pietro Ingrao”, nonché vice-presidente del Comitato Casertano per la Storia del Risorgimento Italiano.