Nuovo Piano Faunistico Venatorio veneto, Guarda (EV):”Non può essere a misura di cacciatore, priorità è biodiversità”

Il Piano Faunistico Venatorio 2021-2026 è stato licenziato dalla terza commissione ed è pronto per l’aula del Consiglio regionale, dove i vari gruppi di maggioranza e opposizione si stanno preparando ad un dibattito che si preannuncia infuocato. Ad auspicare un lavoro comune tra le parti è la consigliera regionale di Europa Verde, Cristina Guarda: “La prossima settimana il Consiglio regionale discuterà il nuovo Piano Faunistico Venatorio, un provvedimento già a lungo contestato da molte associazioni e cittadini che hanno a cuore gli animali e il paesaggio della nostra regione. Nella Commissione di riferimento, fin dalla scorsa estate, abbiamo presentato emendamenti che hanno consentito di migliorare e rendere meno impattante il testo in discussione. Purtroppo l’esito è ancora lontano da quella soglia minima di garanzia auspicata. Per questo le proposte emendative di Europa Verde proseguiranno anche in aula. Tra i punti cruciali, che da tempo portiamo all’attenzione dei partiti di maggioranza, vi sono: l’insufficiente numero di aree protette, le macchinose procedure utili a sottrarre i terreni privati e le coltivazioni dalle incursioni dei cacciatori, misure tiepide nel contrasto al bracconaggio e la mancanza di una strategia capace di garantire la tutela della biodiversità.”

Spiega poi Guarda: “La crisi della biodiversità in Veneto dipende da molti fattori, come l’imponente livello di cementificazione e la distruzione degli habitat, ma anche l’eccessiva pressione esercitata dalle attività venatorie costituisce una vera e propria minaccia per molte specie. Il dramma dell’estinzione, anche a livello locale, o la diminuzione di singole specie mettono a rischio il funzionamento degli ecosistemi da cui dipendiamo.

Da quanto emerge dal PanEuropean Common Bird Monitoring Scheme (PECBMS), un progetto di monitoraggio degli uccelli che dal 1980 coinvolge 26 Paesi dell’Unione europea, oltre ai dati emersi grazie alla Direttiva Uccelli della UE si stima che, tra il 1980 e il 2017 (l’anno dei dati più recenti a disposizione) la popolazione totale di uccelli in Europa, di qualsiasi specie, sia calata tra il 17 e il 19%, con una perdita di individui valutata tra i 560 e i 620 milioni.

Un buon Piano faunistico venatorio dovrebbe porre al centro della questione gli interventi volti al miglioramento della fauna e degli ambienti. Non possiamo continuare a minimizzare l’impatto reale dell’attività venatoria nel contesto veneto mettendo a rischio ciò che di più prezioso abbiamo.”