
Dalle indiscrezioni su possibili scorte ICE agli atleti statunitensi nasce una presa di posizione netta di ViPiu.it e VicenzaPiù Viva: la sicurezza delle Olimpiadi di Milano-Cortina è competenza esclusiva dello Stato italiano. Bene guardie private nel rispetto delle leggi, no ad agenti stranieri con funzioni pubbliche. Sostegno alla petizione su Change.org.
Le indiscrezioni circolate nelle ultime ore sui media – secondo cui agenti dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) potrebbero arrivare in Italia per scortare atleti olimpici e paralimpici statunitensi e interagire con le nostre forze dell’ordine – impongono una risposta chiara. Le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 sono un evento internazionale che si svolge sul territorio italiano e, come tale, la sicurezza e l’ordine pubblico sono e devono restare competenza esclusiva dello Stato italiano.
ICE scorta atleti USA Olimpiadi Milano Cortina? Petizione per il NO!
È una questione di principio, prima ancora che di metodo. Che singoli atleti o delegazioni si avvalgano di guardie del corpo private è pratica nota e, se avviene nel pieno rispetto delle leggi italiane, non pone problemi. Diverso, e inaccettabile, è il concetto che agenti di uno Stato straniero esercitino, anche di fatto, funzioni di sicurezza pubblica sul nostro territorio durante un grande evento internazionale. Questo non è compatibile con la nostra sovranità, con l’ordinamento giuridico italiano e con le responsabilità che spettano alle forze dell’ordine nazionali che sarebbero esautorate, non si sa a che titolo e in base a quale logica, da chi, l’ICE, negli USA si occupa di… anti immigrazione illegale.
Lo spirito olimpico, peraltro, nasce come terreno di incontro e cooperazione tra popoli, non come spazio di sovrapposizione di apparati statali. Per questo l’Italia deve rivendicare con fermezza il proprio ruolo: coordinamento, controllo e responsabilità spettano alle istituzioni italiane, che hanno competenze, professionalità e strumenti per garantire la sicurezza di atleti, delegazioni e cittadini.
Le preoccupazioni crescono anche alla luce del dibattito internazionale sulle modalità operative di alcuni apparati di sicurezza stranieri. Senza entrare in valutazioni giudiziarie che non competono a un editoriale, è legittimo affermare che l’Italia non può accettare “invasioni di campo” che allarghino, fuori dai confini nazionali, funzioni che appartengono esclusivamente agli organi statali locali.
Per queste ragioni riteniamo condivisibile e meritevole di attenzione la petizione lanciata su Change.org (clicca qui se vuoi leggere ed eventualmente) che chiede di negare l’ingresso ai membri dell’ICE per Milano-Cortina 2026. È una delle tante iniziative civiche che pongono un tema serio: il rispetto delle competenze, delle leggi e della dignità istituzionale del Paese ospitante.
Agire ora significa prevenire ambiguità domani. Milano-Cortina 2026 deve essere un successo sportivo e organizzativo italiano, nel solco del diritto internazionale e dello spirito olimpico. La sicurezza non è negoziabile, ma nemmeno delegabile a chi non ne ha titolo sul nostro territorio.



































