
L’organismo coordinato da Giovanni Carretta dovrà analizzare la situazione e indicare le strategie da adottare dopo lo spostamento dei ricoverati.
La Regione Veneto ha istituito una commissione tecnica per approfondire la vicenda dell’oncoematologia pediatrica di Padova, dopo il trasferimento prudenziale dei piccoli pazienti in altri ambienti. La decisione è stata presa dall’assessore alla Sanità Gino Gerosa al termine di un incontro con i vertici regionali e dell’Azienda Ospedale–Università Padova.
Alla riunione hanno partecipato il direttore generale dell’Area Sanità e Sociale Giancarlo Ruscitti, il direttore generale dell’azienda ospedaliera Paolo Fortuna e rappresentanti delle direzioni regionali Prevenzione e Programmazione sanitaria. La programmazione sanitaria del Veneto dovrà ora accompagnare il lavoro di verifica affidato al nuovo organismo.
Il caso riguarda un reparto dedicato a pazienti particolarmente fragili e si inserisce nel quadro più ampio delle cure pediatriche specialistiche, al centro anche del confronto sui percorsi di prevenzione e sulle terapie personalizzate per i bambini. La Regione non ha indicato nel comunicato la durata dell’istruttoria né una data per la conclusione dei lavori.
Oncoematologia pediatrica di Padova, mandato e composizione della commissione
Il coordinamento è stato affidato a Giovanni Carretta, specialista in Malattie infettive e direttore generale dell’Ulss 7 Pedemontana. La commissione comprenderà professionisti scelti fra il personale dell’area interessata dell’Azienda Ospedale–Università e della Regione, con il compito di ricostruire quanto accaduto e valutare le strategie successive.
Gerosa ha spiegato che l’obiettivo è garantire chiarezza nei confronti dei ricoverati, delle famiglie e dei professionisti. L’assessore ha inoltre riferito di avere trovato piena collaborazione da parte dell’azienda ospedaliera, elemento necessario per raccogliere dati, verificare procedure e definire le condizioni per l’organizzazione degli spazi.
Il trasferimento viene definito prudenziale e, sulla base delle informazioni rese pubbliche, non equivale a una valutazione definitiva sulle cause o sulle responsabilità. Le conclusioni dipenderanno dall’analisi tecnica. Nel frattempo la priorità resta assicurare continuità assistenziale e condizioni adeguate ai bambini sottoposti a terapie oncoematologiche e alle loro famiglie.




























