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Dal Prefetto l’Osservatorio Vicenza Città Unesco da smilitarizzare: il piano di gestione dei rischi in caso di attacchi alle basi USA rimarrà riservato

I venti di guerra sempre più minacciosi preoccupano le associazioni pacifiste e i cittadini

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Osservatorio Vicenza Unesco da smilitarizzare
Giovanni Marangoni, Lucio Turra, Marta Passarin e Giancarlo Puggioni

Le notizie che arrivano dal mondo sono poco rassicuranti: l’attacco di Usa e Israele all’Iran ha aumentato la preoccupazione dei cittadini vicentini verso l’espansione del conflitto, anche in ragione della presenza delle basi militari americane. Non a caso, lo scorso 9 marzo è stata organizzata una manifestazione da Comune di Vicenza, Diocesi, Casa per la Pace e Cgil Vicenza con il coinvolgimento di tante realtà sociali, religiose e politiche per chiedere una risoluzione pacifica dei conflitti in essere. E non a caso, già dal 2024 è attivo l’Osservatorio Vicenza Unesco Città da smilitarizzare, che oggi ha indetto una conferenza stampa a Porto Burci per rendere noto l’incontro avuto da una delegazione dello stesso con il Prefetto Filippo Romano, il Capo di Gabinetto Emanuele Cassaro, alla presenza del Sindaco di Vicenza Giacomo Possamai e di Matteo Cocco funzionario della Segreteria del Sindaco lo scorso 26 febbraio.

Alla conferenza erano presenti Giovanni Marangoni; Lucio Turra, direttore della Pastorale Sociale della Diocesi di Vicenza; Giancarlo Puggioni, segretario Cgil; Marta Passarin, Arci Servizio Civile; Francesco Ambrosi, M.I.R. Vicenza e Adelina Trevisan, Casa per la pace.

OsservatorioVicenza Unesco da smilitarizzare
La delegazione dell’Osservatorio
Vicenza Unesco da smilitarizzare che ha incontrato il Prefetto: da sinistra Turra, Puggioni, Bottene e Marangoni

Si tratta del terzo incontro in Prefettura, prima con Caccamo e poi con Romano, “ai quali va riconosciuto l’impegno per aver fatto pervenire al Governo le preoccupazioni dei vicentini” esordisce Marangoni. Se nel secondo incontro era emersa la possibilità di redarre un vademecum da distribuire alla popolazione e da mettere in atto in caso di crisi o guerra, nell’ultima occasione di dialogo è invece emerso che il Piano di Difesa Civile è tuttora in corso di aggiornamento ma rimarrà un documento secretato, dato che riguarda la gestione dei rischi NBCR (nucleari, batteriologici, chimici radioattivi) derivanti dalla presenza di basi militari Usa.

Osservatorio Vicenza città Unesco da smilitarizzare
Il vademecum “In caso di crisi o guerra” consegnato a tutti i residenti della Svezia

Il piano di Difesa Civile classificato non offre pertanto nessuna indicazione utile nemmeno alla tutela del patrimonio UNESCO, questo nonostante le accorate richieste del World Heritage Centre ripetutamente sollecitate nel 2024. Ricordiamo che il vademecum è stato consegnato in Svezia già da tempo.

Seppur comprendendo le necessità del comando militare USA di dover garantire la sicurezza dei militari di stanza a Vicenza e dei civili, è da tenere presente che ciascuna di queste persone – secondo un articolo del Giornale di Vicenza si parla di una presenza tra le 15 e le 20mila persone – è un possibile obiettivo sensibile e questo vale anche per i cittadini di Vicenza. La presenza delle basi militari rende la città un obiettivo primario nel caso di attentati terroristici o di attacchi dovuti alle guerre in corso.

Siamo in una realtà sensibile e la popolazione deve sapere cosa avviene nelle basi, noi come Osservatorio non ce l’abbiamo con nessuno, ce l’abbiamo con la guerra. Va ripristinato il diritto internazionale, serve analisi e una nuova narrazione, perché è assurdo andare ad affermare che si fa la guerra per portare la pace” continua Turra.

Ha preso la parola Marta Passarin che ha sottolineato come l’Osservatorio Vicenza città UNESCO da smilitarizzare cerchi di portare trasparenza verso i cittadini rispetto alle installazioni militari presenti in città. Attraverso l’intervento di Antonio Mazzeo, invitato in collegamento dalla Sicilia lo scorso dicembre – primo appuntamento di una serie di incontri organizzati per sensibilizzare cittadini e istituzioni sui pericoli che corre Vicenza città UNESCO militarizzata – si è scoperto come Ederle e Del Din siano “fabbriche attive” che producono 200-300 droni a settimana (Bayonet Innovation Team).

Servono elementi concreti da dare ai cittadini che vogliono informazioni su ciò che avviene in città e manca una verbalizzazione da parte delle istituzioni: si parla di pace in piazza, ma è necessario dirlo che è una delle città più militarizzate d’Europa” continua Passarin.

Secondo Puggioni manca una condanna esplicita del nostro Paese alla guerra, oltre a non essere ben chiara la linea del Governo nel caso in cui fosse chiesto l’uso delle basi vicentine per affrontare la situazione internazionale. “Nel nostro territorio lavorano migliaia di persone preoccupate per il momento attuale di crisi; la guerra provoca rincari e quindi un’impennata inflattiva che andrà a pesare sulle classi più basse” conclude il segretario della CGIL.

Come fare ad uscirne?

Con un ritorno alla diplomazia: la richiesta alle istituzioni è la trasparenza verso i cittadini, nonché un’attenzione alle architetture patrimonio UNESCO e agli abitanti, meritevoli di protezione tanto quanto la compagine statunitense. Servono inoltre iniziative di sostegno psicologico che includano anche i più fragili, come già avviene all’interno delle caserme.

Nel frattempo, per chi volesse informarsi sullo stato della presenza americana in città, martedì 17 marzo alle 20.30 a Porto Burci si terrà il 2°incontro dell’Osservatorio Vicenza Città UNESCO da Smilitarizzare con Antonio Mazzeo che racconterà “Il ruolo della caserma Chinotto in un mondo di guerra: CoESPU, Gendarmeria Europea, NATO Stability Policing of Excellence”.

Per rivedere il 1°incontro con Antonio Mazzeo clicca qui.

Per chi volesse approfondire:

 

L’Osservatorio Vicenza Unesco da smilitarizzare

L’Osservatorio Vicenza Unesco da smilitarizzare è nato in seguito alla notizia trapelata a margine del Vertice Nato di Washington, secondo cui a Vicenza sarebbero arrivati missili V-SHORAD per la difesa antiaerea a corto raggio, e dopo della quale Giovanni Marangoni ha scritto una lettera all’allora Prefetto di Vicenza Salvatore Caccamo, sottoscritta anche da altre realtà associative. Si tratta di associazioni con finalità diverse ma che hanno in comune il tema della pace e che cercano di lavorare insieme con il fine di coltivare la cultura della pace e di lottare contro derive antidemocratiche e contro la visione bellicista attuale.

L’”Osservatorio Vicenza città Unesco da smilitarizzare” è composto da 34 realtà del territorio. A.N.P.I, Antersass – Pfasland, Arci Servizio Civile, Ass. giuristi democratici Gianni Cristofari, Associazione Civiltà del Verde, Associazione Vampa Promaja, Associazione NOI Ferrovieri, CGIL, Circolo Arci Cosmos, Cittadini Costabissara per la pace, Comitato Borgo Berga, Comitato Bretella Biron, Comitato Pomari, Comunità Papa Giovanni XXIII°, Coordinamento per la democrazia costituzionale, Cristiani per la pace, Fornaci Rosse, G.I.T. di Vicenza, Gruppo Altopiano Asiago, Gruppo per la pace – Montecchio Maggiore, Gruppo Presenza Longare, Legambiente, M.I.R., Mediterranea, Movimento Gocce di Giustizia, Movimento Nonviolento, Nomilitarybases, Pastorale Sociale e del lavoro, Pax-Christi, Progetto sulla Soglia, Quaderni Vicentini, Salaam i ragazzi dell’ulivo, Scuola del lunedì don Carlo Gastaldello, Unione Sindacale di Base.