Pagamenti in contanti, Soranzo (FdI): «Scelta dei cittadini e commissioni da ridurre»

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Sui pagamenti in contanti il gruppo regionale di Fratelli d’Italia sostiene la proposta di tutela della libertà di scelta e chiede meno costi per gli strumenti digitali.

La discussione sui pagamenti in contanti in Consiglio regionale si arricchisce della posizione di Fratelli d’Italia. Il vicepresidente del Consiglio veneto Enoch Soranzo appoggia la proposta di legge statale che punta a modificare l’articolo 1277 del Codice civile, ribadendo che ogni cittadino dovrebbe poter scegliere come pagare. Atti e attività dell’assemblea sono consultabili sul sito del Consiglio regionale del Veneto.

La presa di posizione arriva dopo il voto dell’aula sulla proposta, già ricostruito da ViPiù nell’articolo dedicato alla tutela dei pagamenti in contanti. Soranzo sostiene che gli strumenti digitali debbano ampliare le possibilità a disposizione delle persone, senza trasformarsi in un vincolo o in un obbligo esclusivo.

Nel comunicato, l’esponente di FdI richiama il caso della Svezia, dove la banca centrale ha sottolineato l’utilità di mantenere più strumenti di pagamento. Il contante, osserva, resta utilizzabile anche in caso di blackout, emergenze o problemi alle reti e rappresenta una soluzione accessibile per anziani e persone meno abituate ai servizi digitali.

Pagamenti in contanti, Soranzo chiede di ridurre le commissioni

Accanto al tema della libertà individuale, Soranzo pone quello dei costi. Le commissioni sulle transazioni elettroniche, afferma, possono pesare sugli esercenti e indirettamente sui consumatori. Per questo chiede un percorso che porti a una loro riduzione progressiva, fino all’azzeramento, così da evitare che la diffusione dei pagamenti digitali produca nuovi oneri.

La posizione di Fratelli d’Italia non contesta l’innovazione tecnologica, ma insiste sulla coesistenza tra moneta fisica e sistemi elettronici. Per Soranzo, sicurezza e modernizzazione non richiedono l’eliminazione del contante: servono invece regole capaci di garantire continuità, inclusione e autonomia nelle scelte quotidiane.

Il confronto politico resta aperto, anche perché la proposta approvata dal Consiglio veneto dovrà proseguire il proprio iter a livello nazionale. La nuova reazione si aggiunge alle posizioni già espresse da altri esponenti regionali. Sullo sfondo rimane l’equilibrio tra tracciabilità, costi per le attività economiche e diritto dei cittadini a utilizzare diversi mezzi per i pagamenti in contanti o digitali.