L’affetto che Vicenza prova per il “suo” Paolo Rossi non tramonterà mai – inizia così la nota con interpellanza che pubblichiamo a firma dei consiglieri comunali Cristiano Spiller, Otello Dalla Rosa, Alessandra Marobin, Raffaele Colombara (di “Per una grande Vicenza e sulla quale abbiamo richiesto una replica a palazzo Trissino, prima pubblicazione alle 0.44, aggiornamento alle 12.26, ndr) -. Lodiamo pertanto ogni iniziativa che ne onori il ricordo e i progetti benefici che la Fondazione Paolo Rossi, con i suoi familiari, si propone di realizzare.

Ma proprio per questo non possiamo nascondere le perplessità, nostre e di molti cittadini, sulla serata di mercoledì 6 luglio, organizzata dalla FSP in collaborazione con il Comune di Vicenza (FSP Polizia di Stato è una delle organizzazioni sindacali della Polizia di Stato e già in passato un suo evento analogo organizzato a Vicenza fu oggetto di critiche del consigliere Colombara, riprese anche da VicenzaToday, a cui risposero per il Comune l’assessore Silvio Giovine e per gli organizzatori Luca Prioli, entrambi esponenti vicini all’assessore regionale Donazzan, ndr) .

Una serata per celebrare un mito, un amico, un campione, che è però sembrata più un evento privato, accessibile a pochi e inaccessibile ai tanti che a Pablito hanno voluto bene.

Tutto ciò a fronte di una Piazza dei Signori interdetta alla cittadinanza e ai turisti per un’intera giornata, con camion e container dispiegati nelle immediate vicinanze anche molti giorni prima della cena e con evidenti conseguenze anche sulle attività commerciali.

Tutti sacrifici sopportabili, però, viste le finalità della manifestazione. Come è stato dichiarato nella conferenza stampa di presentazione e nella lettera agli sponsor, infatti, l’intero ricavato sarebbe stato devoluto alla Fondazione Paolo Rossi che si propone di realizzare negli ospedali postazioni per i pazienti post oncologici.

Comprensibile pertanto lo stupore e la delusione nel constatare come un tale evento abbia portato in beneficenza solo 15 mila euro; cifra irrisoria se confrontata con il costo per un singolo tavolo, che variava tra i 5 mila e i 10 mila euro, con più di 100 tavoli allestiti, per una possibile stima di ricavo complessivo tra i 700 e gli 800 mila euro.

Viene quindi da chiedersi se tutti gli sforzi sostenuti dalla città, diretti e indiretti, non siano serviti più a sostenere un evento privato che la Fondazione Paolo Rossi.

Tutto ciò premesso e ricordato che l’evento è stato organizzato in collaborazione con il Comune di Vicenza, si interpellano il Sindaco e gli assessori competenti per chiedere:

    • quale sia stato il ruolo del Comune nell’organizzazione dell’evento;
    • quale sia stato l’impegno economico del Comune, diretto o indiretto tramite servizi (sicurezza, pulizia, comunicazione o altro);
    • se vi sia stato e, in caso affermativo per quale importo, una sponsorizzazione da parte di società partecipate dal Comune;
    • se vi siano stati biglietti distribuiti in modo gratuito alle autorità e, in caso affermativo, a quanto ammonta il numero di ingressi gratuiti e chi sono stati i beneficiari;
    • quale sia stato il ricavato complessivo della manifestazione e quali le spese;
    • se siano state osservate tutte le prescrizioni della Soprintendenza in particolar modo in riferimento al numero e alla disposizione dei tavoli e alla fruizione della Piazza;
    • per quale motivo era esposta, durante la serata, un’auto della Polizia di Stato, dato che la Polizia nulla ha a che fare con gli organizzatori dell’evento;
  • se la Polizia di Stato ha autorizzato l’esposizione di uno dei propri mezzi.

I consiglieri comunali

Cristiano Spiller, Otello Dalla Rosa, Alessandra Marobin, Raffaele Colombara