
Si sono chiusi con una coinvolgente cerimonia allo Stadio Olimpico del Ghiaccio di Cortina d’Ampezzo i Giochi Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026, una delle edizioni più emozionanti di sempre oltre che la più vincente per la squadra italiana: si è dunque chiuso definitivamente il capitolo olimpico e paralimpico che ha visto il Veneto mostrarsi al mondo sotto la sua veste migliore, grazie anche al consistente apporto dei volontari che hanno supportato l’organizzazione, in particolare agli alpini in armi e a quelli dell’ANA, che anche nell’ultima giornata sono stati presenti sui campi di gara, nella logistica e nella cerimonia finale.
Un apporto riconosciuto anche dal ministro della Difesa Guido Crosetto il quale, nel messaggio diffuso al termine dei Giochi, ha ringraziato direttamente i volontari dell’Associazione Nazionale Alpini, sottolineando il lavoro svolto insieme agli alpini in armi e a tutto il personale della Difesa impegnato nel dispositivo di supporto all’evento. «Un forte applauso agli Azzurri – sono le parole di Crosetto – ai nostri atleti del Gruppo Sportivo Paralimpico della Difesa e un ringraziamento speciale al personale della Difesa che ha garantito supporto e sicurezza durante Olimpiadi e Paralimpiadi, insieme ai volontari dell’Associazione Nazionale Alpini. È anche grazie a loro se l’Italia ha potuto organizzare e sostenere con successo un evento di tale portata».
Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente nazionale ANA Sebastiano Favero, sia per il riconoscimento rivolto ai volontari alpini sia per il richiamo al lavoro svolto fianco a fianco con gli alpini in servizio e con tutta la struttura della Difesa.
Nell’ultimo giorno in particolare gli alpini hanno collaborato alle operazioni di smontaggio delle strutture e dei materiali delle piste, e soprattutto hanno garantito trasporti e assistenza a volontari e personale, messi a dura prova dalla nevicata della mattina. Gli alpini in armi sono stati protagonisti anche nella cerimonia finale, prendendo parte al solenne ammainabandiera che ha chiuso i Giochi. Un epilogo simbolico che riassume lo spirito con cui gli alpini – in armi e volontari – hanno accompagnato l’intera esperienza olimpica e paralimpica: presenza discreta, lavoro concreto e servizio al sistema Paese.




































