Parco Città, Usb Vicenza: “Incontro negativo in Prefettura, ma internalizzazione del servizio è ancora possibile”

985
Germano Raniero (USB) Parco città
Germano Raniero (USB)

Parco Città: si è tenuto oggi l’incontro in Prefettura a seguito dello stato di agitazione sindacale indetto da USB in merito alla decisione di Ipark e Ipab di affitto del ramo d’azienda della struttura.

“Ovvero – commenta il sindacalista Raniero Germano – dare ai privati per 9 anni i 90 posti di degenza attualmente siti nel San Camillo. USB ritiene grave e non condivisibile questa decisione motivata da una situazione debitoria pregressa.

Se ci sono debiti pregressi questi dipendono in larga misura dal Covid e dal mancato contributo regionale alle case di riposo a fronte dei mancati introiti e maggiori costi di questi ultimi anni. Oggi Ipark – prosegue l’esponente dell’Usb – che ricordiamo è proprietà  di Ipab, viaggia in pareggio di bilancio corrente.

Usb chiede una soluzione diversa: ovvero l’internalizzazione in Ipab del servizio e del personale che ci lavora. Cosa resa possibile dalle norme vigenti e dal fatto che nel bando di affitto, Ipark si riserva la possibilità, anche a gara espletata, di non assegnare l’appalto. E  gli appalti al San Camillo ricordano brutte storie.

Per cui, anche se ieri si è svolta l’apertura delle buste delle due cordate che hanno partecipato al bando, la strada dell’internalizzazione del servizio è ancora praticabile. Ci vuole la volontà politica di Ipab, della Regione Veneto e del Comune di Vicenza, assenti oggi, era presente il solo Ad Peruffo, come sono assenti da mesi su questa cruciale situazione di un servizio pubblico di assistenza agli anziani”.

Infine, una considerazione sui dipendenti: “Per quanto riguarda i lavoratori di Ipark e di Ipab, i destini di questi sono intrecciati: se i primi avranno un peggioramento economico i secondi avranno un Ipab con sempre meno posti letto pubblici. Il paradosso di questo appalto: avremo un privato interno che farà concorrenza al pubblico.

Il tempo stringe – conclude Germano -, ma chiediamo a tutti di mobilitarsi per impedire che un bene pubblico finisca a creare profitto a dei privati”.