Peter Hammill dei Van Der Graaf Generator fa una lezione sui disastri della finanza speculativa in Sci-Finance 40 anni… fa

- Pubblicità -

Vi proponiano una canzone dei Van Der Graaf Generator di 40 anni fa: l‘attualità delle parole è inquietante. Evidentemente ci sono artisti (Peter Hammill in questo caso) che hanno la vista lunga. La canzone si chiama Sci-Finance (da Sci-fi, fantascienza), la musica è abbastanza “dura” ma la proponiamo per un ascolto riportando le parole così come tradotte con la supervisione dello stesso Hammill: se l’avesse scritta un risparmiatore deluso non ci saremmo meravigliati, ma, a volte, i veri artisti sono preveggenti…


Sci-Finance

(Peter Hammill)

 

Hai acquisito azioni in una speculazione

e alcuni titoli di stato di prim’ordine,

hai cercato di sfruttare il più possibile la durata dell’obbligazione,

il gioco è iniziato ?

 

Insegui i tori in un’eterna corrida,

il pensiero di una perdita è insopportabile,

consulti l’indice cercando un leader di mercato,

un suggerimento e una preghiera.

 

Sarà meglio che tu esca a vedere la luce del giorno:

la notte scende in fretta sulla City.

Dici di essere un capitalista cristiano,

ma danzi al suono di un motivo differente.

 

Lavoro per i giovani e sussidi per gli operai;

razionalizza, fai una vendita frazionata e scappa.

Se il contratto va per le lunghe,

allora devi arraffare di più.

Non è, forse, come il Monopoli?

 

Nel frattempo hai fatto dei buoni affari,

Giuda e Faust sono d’accordo.

Quando arriverà la rivoluzione potresti essere spazzato via,

ma scommetto che finirai per tornare in gioco ?

 

Solo il denaro,

solo il denaro.

 

Prima o poi, nel futuro, potresti rebderti conto che il giorno

in cui prendesti la decisione di avere il denaro come tuo unico scopo

fu la tua alba più oscura e che, da allora,

hai venerato le cifre come divinità.

Per te le persone sono solo pedine.

 

Ma questo affare include te:

sei solo una voce di bilanci, come tutto il resto.

E anche tu, messo a nudo,

supplichi il dio denaro di non essere messo alla prova.

 

Ma lui non ha più bisogno di te.

Ora c’è silenzio nella salla delle contrattazioni di borsa.

 

Abili computer finanziari chiacchierano in privato.

Ora non c’è più nessuno.

Solo il denaro.

-Pubblicità-
Giorgio Langella è nato il 12 dicembre 1954 a Vicenza. Figlio e nipote di partigiani, ha vissuto l'infanzia tra Cosenza, Catanzaro e Trieste. Nel 1968 il padre Antonio, funzionario di banca, fu trasferito a Lima e lì trascorse l'adolescenza con la famiglia. Nell'ottobre del 1968 un colpo di stato instaurò un governo militare, rivoluzionario e progressista presieduto dal generale Juan Velasco Alvarado. La nazionalizzazione dei pozzi petroliferi (che erano sfruttati da aziende nordamericane), la legge di riforma agraria, la legge di riforma dell'industria, così come il devastante terremoto del maggio 1970, furono tappe fondamentali nella sua formazione umana, ideale e politica. Tornato in Italia, a Padova negli anni della contestazione si iscrisse alla sezione Portello del PCI seguendo una logica evoluzione delle proprie convinzioni ideali. È stato eletto nel consiglio provinciale di Vicenza nel 2002 con la lista del PdCI. È laureato in ingegneria elettronica e lavora nel settore informatico. Sposato e padre di due figlie oggi vive a Creazzo (Vicenza). Ha scritto per Vicenza Papers, la collana di VicenzaPiù, "Marlane Marzotto. Un silenzio soffocante" e ha curato "Quirino Traforti. Il partigiano dei lavoratori". Ha mantenuto i suoi ideali e la passione politica ed è ancora "ostinatamente e coerentemente un militante del PCI" di cui è segretario regionale del Veneto oltre che una cultore della musica e del bello.