Pfas, Liberi e Uguali: “lo Spisal dell’ex ULSS 5 Ovest Vicentino avrebbe ripetutamente avallato la tesi del medico della Miteni di assenza di pericolosità nei lavoratori”

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La Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti sembra ipotizzare una corresponsabilità dello Spisal di Arzignano nel gravissimo disastro ambientale da PFAS in Veneto. Nel corso degli anni, infatti, i dati relativi alle concentrazioni nel sangue dei PFAS, definite di livello stellare dalla stessa Commissione, erano stati puntualmente trasmessi, con tanto di ricevuta di ritorno, dalla Miteni allo Spisal competente dell’ex ULSS 5 Ovest Vicentino.

Secondo la Commissione, lo Spisal avrebbe ripetutamente avallato la teoria sulla mancanza di pericolosità delle elevate presenze di PFAS nel sangue (90.000 ng/ml), da sempre sostenuta dal professor Costa, storico medico di fabbrica della multinazionale, che ha sempre sminuito la gravità della situazione sanitaria dei lavoratori della Miteni sostenendo che, a parte un po’ di colesterolo, gravi problemi non ve ne erano. 

Liberi e Uguali esprime innanzitutto la solidarietà ai lavoratori contaminati della Miteni e dell’ex RIMAR (Ricerche Marzotto), che iniziò la produzione di PFAS e altri composti tossici fin dagli anni 1960, e ricorda che uno studio ufficiale ha osservato un aumento della mortalità per tumori e altre malattie nei dipendenti della fabbrica. Liberi e Uguali s’impegna a sostenere con tutti i propri eletti al prossimo parlamento le azioni che i lavoratori vorranno intraprendere per difendere il proprio diritto alla salute e a un lavoro sicuro, pulito ed ecosostenibile. 

La salute dei lavoratori dell’azienda di Trissino e dei cittadini non sembrerebbe essere stata adeguatamente tutelata da alcuni responsabili della salute pubblica e dagli amministratori locali che, avendo omesso gli opportuni controlli, potrebbero aver favorito il disastro ambientale veneto da PFAS.
Liberi e Uguali chiede alla magistratura competente che siano accertate immediatamente le eventuali responsabilità da parte delle istituzioni che, non avendo applicato il principio di precauzione, hanno permesso il permanere fino ai nostri giorni dell’esposizione dei lavoratori e della popolazione ai PFAS e ad altre molecole tossiche. Responsabilità che riguardano anche l’attuale governatore Luca Zaia, che nel 2007 assieme alla giunta Giancarlo Galan concesse l’autorizzazione alla Miteni a produrre PFAS e altre molecole tossiche e a sversarle nell’ambiente.
Lo stesso Zaia ora si oppone, avallando anch’egli la richiesta della Miteni, al trasferimento dell’azienda ritenuta responsabile del disastro ambientale, trasferimento che è stato richiesto anche dall’ARPAV e da altri tecnici regionali che lo considerano indispensabile affinché si possa iniziare la bonifica del sito e arrestare la diffusione della contaminazione.

Vincenzo Cordiano (nella foto), Francesco Miazzi e Simone Pernechele, candidati di Liberi e Uguali in Veneto

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