
Un nuovo studio epidemiologico triennale, affidato dalla Regione Veneto all’Istituto Superiore di Sanità (ISS), riporta sotto i riflettori l’emergenza Pfas a Vicenza. L’indagine, che analizzerà l’esposizione cumulativa nel tempo superando i precedenti confini della “zona rossa”, è stata accolta come un passo cruciale dal consigliere comunale Raffaele Colombara, il quale ha però presentato un’interpellanza urgente rivolta all’assessore all’Ambiente del Comune di Vicenza per chiedere azioni concrete sul piano della prevenzione.
Secondo quanto sostenuto dal consigliere nell’atto ispettivo, lo studio dell’ISS, per quanto avanzato, rischia di rimanere un esercizio astratto se non accompagnato da uno screening individuale capillare. Colombara ha spiegato che la misurazione dell’esposizione reale non è un semplice esame clinico, ma uno strumento essenziale per ricostruire la storia sanitaria delle persone e orientare i controlli medici necessari. Senza la raccolta di dati puntuali sui cittadini, la tutela della salute pubblica perderebbe la sua base scientifica più solida.
Il fulcro dell’interpellanza riguarda l’estensione dello screening. Colombara chiede formalmente se il Comune di Vicenza intenda farsi promotore presso la Regione Veneto affinché i test vengano garantiti gratuitamente anche alla popolazione vicentina. Ad oggi, infatti, l’area del capoluogo resta esclusa dai protocolli gratuiti nonostante una prolungata esposizione ambientale accertata. Si tratta di una sollecitazione già avanzata in passato, ma che oggi assume un peso nuovo alla luce dei nuovi parametri di ricerca fissati dall’Istituto Superiore di Sanità.
Oltre al tema degli esami clinici, Colombara sollecita chiarimenti sul ruolo che l’amministrazione intende ricoprire nella gestione dei dati. L’atto chiede come il Comune intenda attivare l’Osservatorio Ambientale PFAS per garantire che il percorso dello studio ISS sia trasparente e condiviso con la cittadinanza. L’obiettivo dichiarato è trasformare questa ricerca in un percorso di consapevolezza pubblica, evitando che le informazioni rimangano chiuse nelle stanze della burocrazia regionale.



































