
È in programma martedì 13 gennaio 2026, alle 20 e 30 presso l’ex Centrale del Latte di Vicenza, la presentazione di “Una montagna di soldi” (ed: Paper First), libro del giornalista Giuseppe Pietrobelli, originario di Schio, e dedicato ai XXV Giochi olimpici invernali di Milano Cortina.
All’appuntamento vicentino l’autore dibatte con Leonardo Nicolai, assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Vicenza, sui temi più contraddittori dei Giochi Invernali.
Nella presentazione del volume viene spiegato che si tratta di “un viaggio negli sprechi, negli affari, negli scandali e nella retorica nazionalista di Milano Cortina 2026”, uno “slalom tra bugie, millanterie, contraddizioni e promesse non mantenute, che hanno come protagonisti ministri, politici, manager pubblici, aziende private e uomini dello sport”.
Non solo: “Il libro racconta l’assalto alla diligenza da parte delle amministrazioni locali, di cui è diventato simbolo negativo la pista da bob di Cortina, ossessione e manifestazione di potere, che costerà 125 milioni di euro e ha causato l’abbattimento di un bosco incantato ai piedi delle Tofane, per poche decine di praticanti in Italia di uno sport di nicchia.
Ma è anche un viaggio nell’opacità di Fondazione Milano Cortina 2026, costituita da enti pubblici e con soldi pubblici, finita nelle inchieste milanesi, eppure ostinatamente arroccata a difendere la propria natura privatistica. Le piste olimpiche sono popolate da raccomandati, figli di politici a libro paga, portaborse e spioni, ma anche da donne e uomini che amano la montagna e hanno cercato di difenderla dalla rapacità di chi ha voluto i Giochi dell’opulenza, delle cattedrali nel bosco e delle speculazioni in una città come Milano”.
La critica all’evento è tagliente: “È stato detto che sono Giochi a costo zero per gli italiani, mentre il contribuente pagherà almeno 5 miliardi di euro per impianti sportivi, strade e ferrovie. È stato detto che saranno i Giochi meno costosi di sempre, mentre si spenderanno due miliardi di euro solo per organizzarli, con un bilancio già in rosso che ha ricevuto quasi mezzo miliardo di euro di aiuti pubblici.
È stato detto che saranno le Olimpiadi più sostenibili di sempre, perché diffuse sul territorio e con la quasi totalità di infrastrutture già pronte. Invece, gli impianti sono stati rifatti da nuovo e una colata di cemento si abbatterà sulle Dolomiti tutelate dall’Unesco e sulle Alpi, a servizio della monocultura del turismo degli sport invernali. Con un dettaglio non insignificante: opere per un valore di 3 miliardi di euro non saranno ultimate prima delle Olimpiadi”.



































