Le prime vaccinazioni contro il Vaiolo delle scimmie sono state effettuate oggi in Veneto e per la precisione a tre pazienti dell’Ulss 3 di Venezia, presso l’Ospedale dell’Angelo di Mestre. Da quanto si apprende, si tratta di adulti con più di 40 anni, non malati.

“I tre che hanno ricevuto le prime vaccinazioni – sostiene Ansa – non hanno ancora mai contratto l’infezione, sono già stati vaccinati in passato contro il vaiolo comune quindi non dovranno tornare fra quattro settimane per la seconda dose, e la loro vaccinazione è da ritenersi conclusa.

Nell’ultimo mese all’interno del territorio dell’azienda sanitaria veneziana sono stati individuati nove pazienti che hanno contratto e poi manifestato i sintomi del virus. Nessuno di loro è mai stato pericolo di vita e cinque sono guariti.

Gli altri quattro si trovano sotto osservazione domiciliare dopo la diagnosi del primario di Malattie infettive, Sandro Panese, e il tracciamento effettuato dall’Igiene pubblica. Tre dei nove casi erano stati ricoverati in via precauzionale tra gli ospedali di Mestre e Venezia, e poi dimessi.

Eccetto un utente che proviene da fuori regione, i nove pazienti sono tutti residenti nell’Ulss 3 Serenissima e provenienti dai distretti di Venezia, Mestre e Mirano-Dolo. Sono uomini tra i 20 e i 50 anni. Sei di loro, i più adulti, hanno fatto da ragazzini la vaccinazione contro il vaiolo”.

Il vaiolo delle scimmie (monkeypox) è una rara malattia infettiva virale presente per lo più in località remote di paesi tropicali dell’Africa centrale e occidentale, che può manifestarsi con una sintomatologia simile a quella del vaiolo.

Il 6 maggio 2022 nel Regno Unito è stato confermato il primo caso di vaiolo delle scimmie in un uomo proveniente da un viaggio in Nigeria. A partire da metà maggio, iniziano a essere identificati via via sempre più casi nel Regno Unito e in altre nazioni.

in Italia i primi casi vengono identificati tra il 15 maggio e il 25 maggio 2022, con quattro casi accertati nel Lazio (a Roma, Istituto Spallanzani), uno in Toscana (ospedale San Donato di Arezzo) e uno in Lombardia.