I consiglieri comunali di Coalizione Civica Schio Giorgio De Zen e Carlo Cunegato intervengono in una nota sull’annuncio di oggi del sindaco Valter Orsi e del presidente del cda Giuseppe Sola circa l’esito del bando dell’Ulss 7 per la gestione dell’Ipab La Casa.

“Eravamo scesi in piazza lo scorso anno per denunciare la decisione dell’Ulss di non rinnovare la convenzione con La Casa, mettendo a bando la gestione delle due RSA di Montecchio Precalcino che ospitano 140 persone con problematiche psichiatriche e grave disabilità. A quel tempo erano 112 i lavoratori assunti a tempo indeterminato con un contratto del pubblico impiego, ma il nuovo bando prevedeva l’applicazione del meno oneroso contratto delle cooperative sociali” affermano i consiglieri di Coalizione Civica.

“L’Ipab La Casa aveva partecipato attraverso un accordo con la cooperativa Mano Amica, entrambe di Schio, ma, nonostante i 24 anni di esperienza, ha perso la gara. Si è aggiudicata il grosso dell’appalto “Promozione Lavoro”di Veronella, una cooperativa sociale con più di 2000 soci e 50 milioni di fatturato. Ciò che temevamo si sta avverando.
Gli 88 operatori attualmente in carico a La Casa perderanno il loro posto di lavoro dal 30 Giugno. Probabilmente non accetteranno di lavorare per la cooperativa, visto che ora guadagnano 1200 euro contro gli 870 previsti dal nuovo contratto: una vergogna. Come si fa nel 2021 a vivere con uno stipendio così? Un Paese dove non si tutela a dovere chi lavora, ha una società incivile. Se non verranno assunti da altre case di riposo del territorio, magari in comando, finiranno in mobilità. La mobilità dovrà essere pagata da La Casa e questo potrebbe aprirebbe un grosso problema nel bilancio. Altro che le polemiche pretestuose su “buchi” di bilancio (mai riscontrati peraltro) dei mesi scorsi da parte della Lega di Schio”.

“Ma siamo innanzitutto preoccupati per gli ospiti del Cardo e del San Michele, strutture dove vivono persone fragili, con problemi complessi: qui arriveranno quasi 100 operatori dalla cooperativa (sempre che la Cooperativa, a quelle condizioni, possa trovarli).
La privatizzazione rischia sempre di creare un abbassamento del servizio. Chi lavora con paghe da fame e, magari, con contratti molto precari, può affrontare nel migliore dei modi un lavoro di cura così delicato? Spesso, appena possono, gli operatori se ne vanno verso posti di lavoro più remunerativi. Così viene minato il principio della continuità della cura, che è la precondizione della qualità del servizio. Stiamo parlando di persone, non di pezzi di legno. La privatizzazione della sanità veneta e dei servizi alla persona è inaccettabile.
Noi siamo scesi in piazza e siamo pronti a rifarlo per difendere un servizio che consideriamo fondamentale: in tutto ciò qualche mese fa Cioni, Santi e Tisato, consiglieri della Lega e vicini a Fratelli d’Italia, minimizzavano il problema, difendendo queste scelte che evidentemente hanno un mittente politico molto chiaro a Venezia. Diminuire la qualità dei servizi alle persone più deboli è la misura del declino della nostra regione”.

 

L’articolo Privatizzazione ‘La Casa’ Montecchio Precalcino, De Zen e Cunegato (Coalizione Civica Schio): “modello veneto diminuisce qualità servizi a persone più deboli” proviene da Parlaveneto.