Processo Veneto Banca, pm chiedono 6 anni per imputato unico Consoli: “fu bagno di sangue”

Vincenzo Consoli
Vincenzo Consoli

È ripreso oggi a Treviso il processo per il crac di Veneto Banca che vede come imputato unico l’ex ad e dg Vincenzo Consoli  (per tutte le udienze e notizie sul processo Veneto Banca clicca qui). I pm De Bortoli e Cama dopo una requisitoria di sei ore hanno chiesto una condanna a 6 anni per Consoli, ponendo evidenza sulla estrema gravità del danno patito sia dalle persone offese sia da Banca Italia e Consob, le cui funzioni di controllo sono state ostacolate e con riguardo anche ai danneggiati, persone fisiche e giuridiche, che hanno patito ingentissimi danni a causa della condotta di Consoli: “un vero e proprio bagno di sangue” secondo i pm.

Sempre secondo De Bortoli e Cama con l’ultimo aumento di capitale sono andati in fumo 450 milioni di euro per l’acquisto di titoli di una società che era già ormai in dissesto. Anche sull’intensità del dolo i pm hanno affermato che l’imputato ha deliberatamente posto in essere ogni condotta possibile pur di ottenere l’aumento di capitale, con indifferenza sulla sorte dei piccoli risparmiatori e con conseguente rischio per loro di perdere denaro, come e effettivamente successo: “Si è giocato al rischia tutto sulla pelle della gente”.

Quindi, ritenendo i reati in esecuzione del medesimo disegno criminoso e in continuazione, e non valorizzando la condotta processuale e l’incensuratezza quali elementi per la concessione delle circostanze aggravanti generiche, hanno chiesto la condanna a 6 anni. Domani 21 gennaio interverranno le parti civili Banca d’Italia, Consob e coloro che rappresentano i risparmiatori.

Consoli non ha voluto rilasciare dichiarazioni. Sabato 22 gennaio ci sarà spazio per la replica della difesa di Consoli, l’avvocato Ermenegildo Costabile, mentre venerdì 4 febbraio ci sarà la sentenza.