
L’impianto per il trattamento di rifiuti progettato e in attesa di autorizzazione da parte degli enti preposti che Silva, società del Gruppo Ecoeridania, intende realizzare nel Vicentino, nell’ex area Safond Martini di Montecchio Precalcino, “non prevede scarichi liquidi industriali”.
Ad affermarlo è direttamente la controllante, intervenendo a seguito della polemica esplosa oggi dopo le dichiarazioni pro-impianto di Assofond, associazione di fonderie di Confindustria, ed associazioni e politici del territorio che hanno ribadito la loro contrarietà al progetto.
Questi ultimi hanno all’unisono rimarcato, soprattutto, i molti pareri contrari all’impianto fin qui emersi nella trafila burocratica verso la decisiva conferenza dei servizi di settimana prossima, e i rischi che le attività rappresentano potenzialmente per l’acqua. Ovvero la risorsa idrica nel sottosuolo dalla quale attingo gli acquedotti del territorio e di una consistente fetta della confinante provincia di Padova.
Nel dettaglio, l’azienda precisa che “l’impianto non prevede scarichi liquidi di produzione. Tutte le attività industriali sono progettate in modo da evitare qualsiasi rilascio di acque industriali nell’ambiente. Anche le acque meteoriche vengono raccolte e trattate in sistemi di contenimento impermeabilizzati e controllati, progettati per garantire la piena protezione della falda e del sistema idrico locale”.
































