Pronto Soccorso Vicenza, i sindacati contro le cooperative esterne. CCSV sollecita Possamai

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Sala d'attesa del pronto soccorso del San Bortolo di Vicenza Aggressione infermiera ospedale
Sala d'attesa del pronto soccorso del San Bortolo di Vicenza

La situazione all’interno dei Pronto Soccorso in provincia di Vicenza sta attraversando una fase di forte tensione, culminata in un recente incontro sindacale (4 marzo 2026). Il tavolo – secondo un resoconto del Nursind Vicenza -, ha visto la partecipazione dei vertici dell’ULSS 8 Berica ed era stato convocato per dare seguito allo stato di agitazione proclamato dalla RSU e alle istanze presentate in Prefettura il 16 febbraio.

Il cuore del confronto riguarda la riorganizzazione della rete di emergenza-urgenza, con particolare attenzione all’area Ovest della provincia. Tuttavia, la proposta dell’azienda ha acceso uno scontro frontale con i rappresentanti dei lavoratori. L’amministrazione ha infatti ipotizzato un ampliamento degli appalti alle cooperative anche per il personale del comparto (infermieri e operatori), una soluzione che i sindacati hanno respinto con forza.

L’opposizione all’uso delle cooperative nasce da fatti recenti e gravi accaduti proprio nel Pronto Soccorso di Vicenza a causa di “comportamenti anomali” come “violazioni contrattuali e deontologiche”, denunciati dal personale, due medici delle cooperative sono stati allontanati. C’è un’indagine interna i cui esiti sono tuttora al vaglio.

Le organizzazioni sindacali chiedono di porre un argine all’esternalizzazione e garantire la sicurezza e la qualità del servizio attraverso personale dipendente, soggetto a controlli e standard più rigorosi rispetto ai cosiddetti “gettonisti”.

“Da sottolineare che in premessa il direttore amministrativo ha annunciato una linea aziendale diametralmente opposta da quella poi espressa dalla direzione sanitaria e medica. Le organizzazioni sindacali ritengono opportuno proseguire su una linea per la ricerca di professionisti dipendenti e non appartenenti alle cooperative”, affermano dal Nursind Vicenza.

Sul tema, i consiglieri comunali Mattia Pilan e Martina Corbetti di Coalizione Civica – Sinistra Verdi hanno presentato una domanda di attualità al sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai. “Ci auguriamo che anche il Comune di Vicenza possa svolgere fino in fondo il proprio ruolo di rappresentanza, di stimolo istituzionale e di controllore, in merito ad una questione che riguarda da vicino la qualità dei servizi sanitari del nostro territorio”.

I consiglieri, oltre alla questione delle cooperative esterne impiegate, in particolare, nel Pronto soccorso dell’ospedale San Bortolo di Vicenza, sottolineano “un problema strutturale molto più ampio: la carenza di personale sanitario e le condizioni di lavoro sempre più difficili nei servizi di emergenza-urgenza”.

Le richieste al primo cittadino dei consiglieri comunali riguardano la necessità di portare all’attenzione della Conferenza dei sindaci e della Regione Veneto la situazione dei Pronto Soccorso dell’Ulss 8 Berica, sollecitando un piano chiaro di rafforzamento degli organici medici e infermieristici nei servizi di emergenza. Possamai viene infine sollecitato a “chiedere alla Direzione dell’azienda sanitaria trasparenza sulle strategie organizzative e sul ricorso al personale sanitario delle cooperative, affinché si individuino soluzioni strutturali e non solo temporanee”.