Giustizia e Salute Mentale: a Vicenza il primo protocollo per i detenuti fragili

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In tema di salute mentale il Tribunale di Vicenza è stato teatro della firma di un protocollo provinciale innovativo, il primo del suo genere in Veneto, dedicato alla gestione di soggetti con sospette patologie psichiatriche o dipendenze. L’intesa mira a rendere più sicure e appropriate le fasi della custodia cautelare e l’applicazione delle misure di sicurezza.

L’accordo ha visto la sottoscrizione del presidente del Tribunale Giuseppe Limitone, del Procuratore Capo Lino Giorgio Bruno e dei Direttori Generali delle due aziende sanitarie vicentine, Patrizia Simionato per l’ULSS 8 Berica e Carlo Bramezza per l’ULSS 7 Pedemontana.

Il cuore del protocollo risiede nella volontà di armonizzare la diagnosi e il trattamento sanitario con le necessità di protezione sociale e il corretto svolgimento delle procedure giudiziarie. Si punta a garantire una comunicazione costante tra operatori del diritto e sanitari per interventi tempestivi su persone fragili coinvolte in procedimenti penali.

Per quanto riguarda gli interventi d’urgenza, l’intesa stabilisce che in caso di arresto in flagranza con sospetto di gravi problemi psichici, la Polizia Giudiziaria accompagnerà il soggetto in Pronto Soccorso per una valutazione immediata. Questo percorso sarà coordinato costantemente con l’Autorità Giudiziaria per decidere eventuali ricoveri.

Un punto cruciale riguarda la salute in carcere, con l’obiettivo di valutare se le condizioni psicofisiche siano compatibili con la detenzione. In caso di incompatibilità, il protocollo promuove progetti alternativi alla struttura carceraria, valorizzando la libertà vigilata e i progetti riabilitativi personalizzati dei Dipartimenti di Salute Mentale.

Anche le perizie giudiziarie beneficeranno di questa integrazione grazie all’adozione di un quesito standard per i periti. Questo permetterà di analizzare meglio il nesso tra stato psicopatologico e reato, garantendo valutazioni più complete sulla pericolosità sociale e sulle reali esigenze terapeutiche del soggetto.

Infine, per assicurare la massima celerità nelle situazioni critiche, sono stati istituiti canali di comunicazione diretti e telefonici tra le parti coinvolte. La condivisione di organigrammi dettagliati tra Procura, Tribunale e ULSS permetterà di individuare immediatamente i referenti per le urgenze, riducendo i tempi della burocrazia.


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