
In Veneto migliora la qualità dell’aria rispetto agli ultimi 20 anni secondo il report “La qualità dell’Aria in breve 2025”, elaborato da ARPAV sulla base delle rilevazioni della rete regionale di monitoraggio. L’analisi evidenzia, per il quinto anno consecutivo, il rispetto dei limiti di legge per biossido di azoto, PM10 e PM2.5. Dal 2021 si osserva un miglioramento costante, con il 2025 che registra i dati migliori dell’intera serie storica, complici anche condizioni meteo favorevoli.
Particolarmente significativo è il dato sul PM10: nel 2025 il limite giornaliero è stato rispettato nell’85% delle centraline (34 su 40), contro il 25% del 2024. Per la prima volta, tutti i capoluoghi di provincia hanno rispettato i limiti di fondo. Nonostante l’accenno di miglioramento, la situazione a Vicenza e nelle aree ad alta densità industriale richiede ancora massima attenzione, poiché i valori restano peggiori rispetto a molte altre regioni d’Italia.

“Questi risultati non rappresentano un punto di arrivo, ma uno stimolo a continuare con ancora maggiore determinazione”, ha commentato l’assessore regionale all’Ambiente, Elisa Venturini. L’assessore ha voluto riconoscere l’impegno coordinato portato avanti negli anni dalla Regione, citando il lavoro del collega Gianpaolo Bottacin insieme a cittadini ed enti locali.
Tra le misure chiave, Venturini ha ricordato il bando per la rottamazione dei veicoli inquinanti: “Un’iniziativa che ha dato buoni risultati ed è stata rinnovata con un bando ad hoc che scadrà il prossimo 13 febbraio”. La sfida resta complessa, ma per la Regione i risultati del 2025 costituiscono una base solida su cui continuare a lavorare con responsabilità.

“Sentire l’assessore Venturini parlare di ‘vittoria’ sulla qualità dell’aria, appare quantomeno prematuro. Il buongiorno si vede dal mattino e iniziare il mandato con toni propagandistici su un tema così delicato, di fatto, risulta non essere un buon segnale”, ha dichiarato in meirto il consigliere regionale Jonatan Montanariello (Partito Democratico), commentando i dati ARPAV 2025.
“Il Veneto – prosegue il consigliere Montanariello -, continua a rientrare nelle procedure di infrazione europee che hanno già portato l’Italia a sanzioni per il mancato rispetto dei limiti sulla qualità dell’aria. Questo significa che il problema è tutt’altro che risolto. Va inoltre, ricordato, che il Piano regionale per la qualità dell’aria è stato aggiornato solo lo scorso anno: parlare oggi di risultati strutturali significa fare propaganda, e non affrontare i nodi reali. Servirebbero invece politiche strutturali sulla mobilità: investimenti forti e continuativi sul trasporto pubblico locale, riduzione del traffico privato e misure stabili per incentivare una mobilità realmente sostenibile”.
A stretto giro è poi giunta una controreplica dell’assessore Venturini: “Nessun tono trionfalistico – ha detto -, ma la volontà di dare conto, con trasparenza, di dati ufficiali e certificati da ARPAV, che collocano il 2025 tra gli anni migliori degli ultimi vent’anni per la qualità dell’aria, consapevoli delle condizioni meteorologiche. Un risultato positivo sui dati dovrebbe essere letto in maniera incoraggiante, non terreno di scontro politico per un consigliere regionale”.

































