Quattro chiacchiere con Giovanni Scarpellini: da comandante della Polizia Locale Nordest e Alto Vicentino a candidato sindaco di Thiene

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Candidatura di Giovanni Scarpellini a sindaco di Thiene
Il lancio della candidatura di Giovanni Scarpellini a sindaco di Thiene

Abbiamo incontrato Giovanni Scarpellini, candidato sindaco della città di Thiene. Una vita in divisa la sua, prima come carabiniere in diversi gradi, poi come comandante della compagnia Carabinieri di Thiene, e infine come comandante dei consorzi Polizia Locale Nordest Vicentino e Alto Vicentino, in pensione dal 2024.

L’annuncio della candidatura è avvenuto lo scorso 25 settembre nel parco di Villa Fabris, durante una conferenza stampa in cui ha presentato anche i primi candidati consiglieri della sua lista “Thiene sicura”; un nome che già descrive l’obiettivo principale del candidato Giovanni Scarpellini.

Giovanni Scarpellini, la candidatura è stata diffusa con largo anticipo, parliamo dei primi punti del programma.

Il nostro cavallo di battaglia è la sicurezza, siamo pienamente consapevoli del fatto che la normativa non consente nuove assunzioni e ci sono delle limitazioni, però vogliamo puntare su quello che la normativa, invece, offre come spazio di movimento. Ad esempio, nel Decreto Sicurezza del ministro Minniti del 2017 viene data un’ampia facoltà ai sindaci di incidere sulla sicurezza urbana, cioè di creare un sistema di sicurezza urbana integrato, anche interessando delle reti di volontari.

Concretamente come volete attuare il sistema di sicurezza?
Vogliamo istituire un albo comunale, verranno selezionati i volontari dando priorità a quelli che hanno già avuto un’esperienza nelle forze dell’ordine oppure negli istituti di vigilanza privata, insomma, persone che già hanno fatto un mestiere in questo senso. C‘è la possibilità di avere un presidio nel centro storico, soprattutto nelle ore serali dei fine settimana e nel momento delle chiusure degli esercizi pubblici, utilizzando quelli che sono gli istituti di vigilanza privata.

L’idea dei volontari è che diventino un presidio di vigilanza fissa?

La legge ci consente di fare tre cose essenzialmente: tutela e salvaguardia dei parchi, tutela e salvaguardia delle aree verdi e soprattutto tutela e salvaguardia dell’arredo urbano. Mi spiego, i volontari un domani non dovranno fare cose particolari, in linea con i poteri che la legge gli consente sarebbero incaricati di pubblico servizio, possono vigilare sul fatto che non vengano fatti dei danni alle panchine, ai cestini, a tutto quello che è l’arredo urbano. 

In questo caso però la loro presenza fungerebbe sia da deterrente per coloro che magari hanno intenzione di fare qualcosa di non adeguato, e soprattutto sarebbe un punto di riferimento per coloro che invece si trovano ad attraversare determinate zone e magari proveranno il grande piacere di non abbassare lo sguardo, di non affrettare il passo e di non cambiare strada. Qualcuno che ha un’esperienza tale da avere quell’equilibrio per gestire tutte le situazioni.

Sul fronte giovanile come intendi procedere? Uno dei problemi maggiori nel centro storico delle città infatti sono le baby gang.

In lista elettorale ho scelto alcuni ex insegnanti molto esperti nel contrasto del bullismo e del cyberbullismo, che potrebbero organizzare a tappeto nelle scuole primarie e nelle scuole secondarie di primo grado delle attività di educazione alla legalità. In questo modo, da una parte i presunti bulli sono avvisati di quello che gli succederebbe nel caso volessero continuare con la loro opera. E nello stesso tempo, cosa ancora più importante, far capire ai bullizzati che ci sono delle istituzioni alle quali possono rivolgersi.

Questa estate ci ha mostrato come il clima stia cambiando sempre più velocemente, uno dei punti in programma è l’ambiente. Come agire concretamente?

Quest’anno la bolla di calore ce l’ha fatto capire bene che bisogna fare in modo di investire una determinata quota all’anno per creare i boschi urbani, perché gli studi dimostrano che, soprattutto, nelle grandi città c’è una differenza di circa 4 gradi tra le zone verdi e quelle che invece non hanno alberi.

Il programma è ancora in fase di definizione, ci sono altre tematiche di cui state prendendo coscienza, anche parlando con le persone?

Una cosa che ci è stata segnalata da tanti professionisti del centro, geometri, architetti e immobiliaristi, è il fatto che non c’è la disponibilità di alloggi da affittare. Purtroppo gran parte degli alloggi sfitti non sono agibili e non vengono restaurati perché ci sono delle difficoltà molto importanti, determinate non solo dalle norme nazionali, ma anche da quelle comunali, che spesso e volentieri sono in contrasto tra di loro.

Serve semplificazione, fare un nuovo regolamento con il quale si riesca ad agevolare queste ristrutturazioni per il recupero degli alloggi attualmente non occupati del centro.

 

Siete aperti ad eventuali alleanze?

Siamo aperti e stiamo anche valutando eventuali alleanze e collaborazioni con persone e gruppi che condividono il nostro progetto; in questo momento siamo civici, anzi rimarremo prettamente civici, però aperti alle idee, senza preclusioni.

In una precedente intervista – su Vicenza PiùViva n. 296 – dicevamo che hai una sensibilità verso la tecnologia.

Sono in contatto con persone che si occupano proprio dello sviluppo e del controllo dell’intelligenza artificiale, perché deve diventare una risorsa per gli uffici comunali, al fine di velocizzare le pratiche. Risorsa sì, ma non deve diventare qualcosa di negativo, deve semplicemente rendere le pratiche più aderenti alle necessità della cittadinanza.

E i social network? Anche in ragione di quanto successo a Vicenza il 3 ottobre, c’è una preoccupazione sulla deriva di alcuni fenomeni nati dai social?

La nostra idea è di andare nelle scuole proprio per parlare dei social, con esperti del settore che spieghino ai ragazzi com’è la situazione. Siamo in attesa di una legge nazionale che regolerà l’utilizzo dei social e dei dispositivi da parte dei minorenni, quindi poi ci adegueremo; è chiaro che non possiamo incidere nella libertà dell’individuo, però possiamo fare un’opera di sensibilizzazione.

Giovanni Scarpellini
Giovanni Scarpellini quando era comandante della Polizia Locale
Immagino che il Giovanni Scarpellini comandante dei vigili e prima ancora carabiniere ti possa aiutare nel comprendere al meglio come gestire la sicurezza pubblica…

Il sindaco avrà poteri sull’impiego della polizia locale e sui volontari. Questi patti per la sicurezza sottoscritti in Prefettura dal sindaco riguardano anche la gestione della videosorveglianza, lo scambio di informazioni tra le forze di polizia. Ovviamente io non posso incidere nel loro impiego, però posso favorire un coordinamento con le altre forze che sono sul territorio. E’ chiaro che mi agevola moltissimo il lavoro che ho fatto perché conosco la normativa in tutte le sue sfaccettature: misure di prevenzione e di sicurezza, misure cautelari, codici penali, codici di procedura penale, leggi speciali, eccetera.

Secondo te qual è il problema più urgente da affrontare a Thiene? 

Sicuramente il fatto di essere presenti nei luoghi pubblici dove c’è arredo urbano o dove ci sono delle aree verdi più frequentate dalla gente o dove arrivano segnalazioni. Il mio sogno è quello di mettere questi volontari negli orari più impegnativi, ad esempio nella stazione dei treni, nella stazione delle corriere, nei luoghi dove c’è una presenza intensa di persone in certi momenti.

C‘è una delega che terresti per te?

No, in questo momento non lo so. Bisognerà vedere anche perché ho tanti contatti con ex appartenenti alle forze dell’ordine che hanno – come me del resto – un po’ di nostalgia negli occhi. Nel senso che hanno nostalgia del ruolo sociale che avevano e sono molto desiderosi di rimettersi in gioco e a disposizione della collettività. E tra questi sicuramente qualcuno può svolgere determinati incarichi, dovremo organizzarci.

C’è qualche progetto dell’attuale amministrazione che secondo te andrebbe un po’ cambiato? 

Onestamente io non posso dire nulla dell’attuale amministrazione. Nel senso che secondo me le cose funzionano bene. Con altrettanta sincerità dico che possono essere migliorate altre cose, soprattutto in alcuni settori come il verde pubblico, il regolamento degli edifici in centro, quello dell’edilizia, dell’urbanistica, e soprattutto il discorso della sicurezza, perché le reti di volontari sono una risorsa prevista dalla normativa e poteva essere sfruttata di più questa opportunità.

Il sindaco attuale ha detto che quando hai deciso di candidarti l’hai chiamato…Lui che cosa ti ha detto?

Cosa mi ha detto? Mi ha detto che non è facile, era comprensibilmente stanco e provato da questa esperienza, anche se molto soddisfatto.

Ma ti spaventa un po’ la fatica che si fa a fare il sindaco? 

No, perché comunque ho molto entusiasmo e quindi è una cosa che ritengo di fare, ne sarei contento, ci metterei il massimo dell’impegno che posso dare. Poi è chiaro che sono i cittadini ad avere l’ultima parola.