Quorum abbassato per referendum, la contrarietà di Zanettin (FI) e Caretta (FdI): “a rischio la caccia”

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Il voto alla Camera contro decreto attuativo del FIR entro il 16 febbraio
Voto alla Camera

“Quando un emendamento viene votato bisogna essere consapevoli delle conseguenze giuridiche e politiche che il voto comporta. L’Aula oggi, nella discussione della proposta di legge sul referendum costituzionale, ha modificato, con il voto contrario di Forza Italia, l’art. 75 della Costituzione, abbassando il quorum di validità del referendum abrogativo dal 50 %, come è stato fino ad oggi, al 25%. Che cosa significherà in pratica? Dall’entrata in vigore
della riforma sarà possibile per esempio, abolire la caccia“. Così, in una nota, Pierantonio Zanettin, deputato di Forza Italia.

“E’ infatti assai probabile che, appena approvata la riforma costituzionale, partirà una iniziativa referendaria in questa materia – osserva l’esponente azzurro -. Va ricordato che, nel
1990, i due referendum abrogativi non passarono solo perché partecipò al voto rispettivamente il 43, 36 e il 42,92 % degli aventi titolo. Poco al di sotto della soglia del 50%, ma molto al di sopra di quella prevista in questa legge costituzionale. Mi chiedo se i molti parlamentari della Lega, che, come me, sono eletti nelle aree pedemontane, ove la tradizione venatoria ha radici antiche ne sono consapevoli”, conclude.


“Nel silenzio pressoché generale – dichiara l’on. Maria Cristina Caretta deputata di Fratelli d’Italia – il M5S sta cercando di modificare l’art. 71 della Costituzione, in materia di iniziative legislative popolari. Modifiche che, di fatto, rischiano di consegnare il potere decisionale nelle mani di pochi e proprio per scongiurare questa pericolosa eventualità ho presentato un emendamento che chiedeva la soppressione dell’art. 2, che prevede un quorum del 25% degli aventi diritto al voto affinchè un quesito referendario sia valido.
Con il nostro emendamento si voleva evitare, nel caso in cui il quesito referendario si incentri su questioni minori, non percepite o comprese da gran parte dei cittadini, che sia una minoranza a decidere. Pensavo che la Lega condividesse questa legittima preoccupazione, ma evidentemente ho sopravvalutato la libertà decisionale dei leghisti rispetto alle volontà dei grillini e infatti la Lega ha votato contro il mio emendamento.
Una scelta che si somma ad altre, evidentemente funzionali a mantenere la calma apparente e i precari equilibri di una maggioranza che non riesce a guardare oltre il qui e ora, tutto sempre a discapito del futuro degli italiani”.