Razzismo in campo, scoppia il caos tra Chiampo e Monticello: il Lions nega tutto e rilancia: “strumentalizzazione dell’accaduto”

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La squadra Lions Alto Chiampo.

La partita di calcio che si è disputata domenica scorsa tra Lions Alto Chiampo e Junior Monticello valida per la Terza Categoria continua a lasciare strascichi e la situazione sta diventando sempre più incandescente. Il caso è quello dell’insulto razzista che, secondo il Giudice Sportivo, il giocatore del Chiampo Nicola Repele ha rivolto all’avversario del Monticello, Sare Inoussa.

Chiampo nega l’episodio di razzismo subito dal calciatore del Monticello

Come raccontato più volte in questi giorni da ViPiù, il 36enne del Lions, Nicola Repele, si è rivolto in modo razzista nei confronti di Sare Inoussa, proprio durante lo svolgimento di una partita di Terza Categoria. L’autore del gesto era stato espulso dall’arbitro scatenando anche la reazione del pubblico sugli spalti, che per il Giudice Sportivo avrebbe avuto atteggiamenti intimidatori e minacciosi. Ieri proprio il Giudice Sportivo aveva inflitto a Repele 10 giornate di squalifica, chiarendo inequivocabilmente la natura discriminatoria del comportamento, si aggiunge poi un’ammenda di 150 euro alla società e un’inibizione di 1 mese per il dirigente del Lions Nicola Belluzzo, autore di espressioni offensive verso il direttore di gara.

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L’episodio di razzismo è avvenuto durante la partita tra Lions Alto Chiampo e la squadra B del Junior Monticello (Immagine di repertorio).

Nella serata di ieri, a poche ore dal verdetto emesso dal Giudice Sportivo, la società chiampese ha però diffuso un durissimo comunicato stampa in cui nega tutte le accuse e promette battaglia: “L’A.S.D. Lions Alto Chiampo esprime il proprio fermo dissenso rispetto alla ricostruzione degli episodi contestati e alle conseguenti sanzioni disciplinari”. 

Chiampo sostiene che si sarebbe trattato di un fraintendimento

La società biancoarancio ha condannato fermamente ogni forma di razzismo e discriminazione, ma con una precisazione: “respingiamo con altrettanta fermezza le accuse rivolte al nostro calciatore e ai nostri sostenitori”. Il giocatore incriminato, Nicola Repele, ha negato categoricamente di aver pronunciato espressioni di natura razzista. Secondo la squadra di Chiampo la frase pronunciata sarebbe stata: “non sta fare el fenomeno, che non te si mia drio vinsere”. 

Secondo la dirigenza chiampese si tratterebbe dunque di una frase legata esclusivamente all’andamento della partita e che sarebbe stata gravemente fraintesa, attribuendo un significato razzista che, spiegano, “il nostro calciatore e noi tutti, come società e comunità sportiva, respingiamo categoricamente”. Lions Alto Chiampo sostiene che l’accostamento “te si mia drio ..” potrebbe essere stato frainteso con il termine “simia”, in italiano scimmia. 

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Il comunicato stampa diffuso ieri sera dall’A.S.D. Lions Alto Chiampo.

La società ha poi evidenziato che l’episodio si è verificato proprio sotto la tribuna, alla presenza di numerosi spettatori, tra cui amministratori locali e pubblici ufficiali, “i quali ci hanno confermato di non aver mai sentito l’offesa contestata ma tutt’altro e sono pronti a testimoniare a favore di questo episodio nelle sedi competenti” continuano. Chiampo sostiene quindi che si sia trattato di una mera strumentalizzazione, contestando con altrettanta fermezza anche la ricostruzione dei comportamenti discriminatori attribuiti ai propri sostenitori. 

Lions accusa l’allenatore del Monticello di provocazioni e gesti offensivi

Nella lunga nota della squadra accusata non manca nemmeno un attacco alla Junior Monticello, in particolare si accusa l’allenatore avversario di aver rivolto ripetute provocazioni e gesti offensivi, anche a sfondo sessuale, verso la tribuna chiampese. “Comportamenti che riteniamo inaccettabili e che meritano di essere valutati con la stessa attenzione riservata alle contestazioni rivolte alla nostra società – continuano -. Il razzismo è una questione troppo seria per essere oggetto di strumentalizzazioni”. 

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Lo staff di dirigenza del Lions Alto Chiampo.

“Riteniamo pertanto inaccettabile la strumentalizzazione che, a nostro avviso, è stata fatta dell’accaduto, alimentando un clima di condanna pubblica e associando il nome dei Lions Alto Chiampo a comportamenti contrari ai valori che da sempre ci contraddistinguono” scrivono. L’A.S.D. Lions Alto Chiampo ha quindi annunciato che si riserva di intraprendere ogni iniziativa consentita nelle sedi competenti, a tutela dei propri tesserati, dei propri sostenitori e dell’immagine della società, affinché, precisano “ogni circostanza venga valutata con la massima attenzione, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento sportivo”. 

“Non accettiamo che un possibile fraintendimento e comportamenti discriminatori che contestiamo fermamente possano diventare motivo di delegittimazione di un’intera società. La verità non può essere sostituita da un’interpretazione” scrive il Lions, ribadendo che la lotta al razzismo non può diventare uno strumento di contrapposizione sportiva.

Il giallo dunque si infittisce sempre di più, anche se intanto la Junior Monticello non arretra nell’evidenziare la gravità dell’episodio avvenuto, il verdetto del Giudice Sportivo non sembra lasciare margine a dubbi, l’attesa è ora per capire quali decisioni prenderà il Lions Alto Chiampo.