Rebranding di Agsm Aim in Magis, polemiche in consiglio comunale a Vicenza. Presentato dai vertici il piano da 1 miliardo di euro

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Sala Bernarda, consiglio comunale di Vicenza rebranding Agsm Aim Magis

Le polemiche sul rebranding di Agsm Aim in Magis anticipate nei giorni scorsi hanno trovato conferma nella seduta di ieri, martedì 24 febbraio 2026, del Consiglio comunale di Vicenza.

L’assemblea ha discusso, tra gli altri punti all’ordine del giorno, del Piano industriale 2025-2030 (da 1 miliardo di euo, ndr), con il presidente di Agsm-Aim Federico Testa e il consigliere delegato Alessandro Russo ad illustralo e, appunto del Rebranding del Gruppo, o cambio della denominazione sociale, per il quale è necessaria una modifica statutaria approvata dai consiglio comunali di Verona e Vicenza. La minoranza si è astenuta.

Un’incombenza che era già stata sbrigata dal comune di Verona, come avevamo riportato, con analoghe polemiche delle opposizioni. Il focus è: essendo stato “svelato” già mesi fa il cambio di denominazione, che senso istituzionale ha questo passaggio, seppur dovuto burocraticamente?

È  quanto in sostanza ha detto in Sala Bernarda il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Nicolò Naclerio: “Oggi ci troviamo davanti ad una modifica statuaria già definita – riporta oggi Il Corriere del Veneto in edicola -. Il consiglio comunale decide o viene informato a cose fatte? Siamo rimasti basiti non solo noi colleghi di minoranza, ma anche qualche collega di maggioranza”, ha detto il capogruppo di FdI, non mancando inoltre di polemizzare sulla mancata documentazione consegnata sul piano industriale illustrato ieri.

Nei giorni scorsi, Francesco Rucco, anche lui consigliere comunale meloniano, e vicepresidente del consiglio regionale veneto, aveva lamentato che “così, il consiglio comunale rischia di essere considerato un mero orpello”, contestando il metodo ma non il rebranding di Agsm Aim.

Il Corveneto riporta anche le posizioni della maggioranza. “Il piano industriale è stato esposto nella prima commissione consiliare il 9 luglio 2025″, ribatte Alessandro Marchetti, consigliere con delega alle aziende partecipate. Giacomo Possamai, il sindaco di Vicenza, ha aggiunto: “Per fortuna ci sono professionisti in questo campo che hanno coadiuvato la società in questo ragionamento”.

Il piano industriale 2025-2030 di Agsm Aim, oggi Magis, la multiutility nata dalla fusione della veronese Agsm e della vicentina Aim, prevede investimenti da oltre un miliardo: “526 milioni in impianti rinnovabili, 391 milioni tra teleriscaldamento e ammodernamento di reti e impianti e infine 248 milioni per il piano di crescita nel mercato di vendita di energia e gas, oltre che interventi sull’efficienza energetica e illuminazione per le pubbliche amministrazioni. Inoltre, in previsione c’è anche l’aumento progressivo dei dividendi di anno in anno per i soci”.