
Il tema della gestione dei rifiuti torna al centro del dibattito politico a Schio, dove l’interruzione di alcuni servizi di prossimità sta sollevando preoccupazioni tra i residenti. Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha depositato una specifica interrogazione, che sarà discussa nella seduta del prossimo 23 febbraio, per chiedere chiarimenti all’amministrazione comunale sulla sospensione del posizionamento periodico dei cassoni per gli ingombranti e il verde nei quartieri.
Fino al 31 dicembre scorso, il servizio garantiva ai cittadini punti di raccolta vicini alle abitazioni. Con l’inizio dell’anno, tuttavia, la modalità è stata sospesa, lasciando come unica alternativa il ritiro a chiamata gestito da ViAmbiente. Sebbene tale opzione sia gratuita per gli over 65 e per le categorie esenti, per il resto della popolazione il costo è di 50 euro a intervento, oltre a prevedere limitazioni specifiche per lo smaltimento degli sfalci del verde.
Oltre ai costi, a preoccupare la minoranza è l’incertezza sui tempi di attivazione del nuovo polo di raccolta in via Luigi Cazzola, in zona industriale, e il destino degli ecocentri esistenti. Se la chiusura di quello in via Campagnola appare certa, resta il mistero sul futuro del presidio di Magrè, lasciando molti residenti senza un punto di riferimento chiaro per il conferimento.
“Non c’è alcun intento polemico in questa richiesta di spiegazioni – spiega il capogruppo Alex Cioni -. Molto semplicemente, abbiamo ritenuto doveroso chiedere all’assessore di fare chiarezza sulla natura di questa sospensione, per capire e spiegare alla città se si tratti di una scelta irreversibile e quali siano le motivazioni che l’hanno determinata”.
Secondo Cioni, il rischio è che la riduzione dei servizi di prossimità porti a conseguenze spiacevoli per il decoro urbano: “Il timore è che la sospensione di un servizio così apprezzato possa innescare fenomeni di abbandono dei rifiuti e degrado urbano, conseguenze possibili quando aumentano i costi e diminuiscono i punti di raccolta. È fondamentale inoltre sapere la data di apertura del nuovo ecocentro e, soprattutto, conoscere il destino del presidio di Magrè, per evitare che questa riorganizzazione si traduca, nei fatti, in un semplice taglio dei servizi ai quartieri”.



































