Riforma delle professioni sanitarie, Coina chiede carriere cliniche e riconoscimenti economici

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Riforma delle professioni sanitarie e nuove carriere cliniche

Il sindacato sollecita un collegamento concreto tra competenze certificate, incarichi specialistici, organizzazione dei servizi e progressioni retributive.

Sulla riforma delle professioni sanitarie il Coina chiede che le nuove competenze non restino una certificazione formale, ma diventino carriere cliniche, incarichi specialistici e riconoscimenti economici. La posizione riguarda il disegno di legge A.C. 2700-A, il cui percorso può essere seguito negli atti della Camera dei deputati.

Il tema si inserisce nel più ampio confronto sulla formazione e sull’innovazione professionale nella sanità. Marco Ceccarelli, segretario nazionale del sindacato, sostiene che il riconoscimento delle competenze debba essere accompagnato dalla possibilità di esercitarle, assumere incarichi coerenti e ottenere una progressione professionale ed economica.

La richiesta centrale è una carriera clinica parallela a quella organizzativa. Un professionista con preparazione specialistica, secondo il Coina, dovrebbe poter crescere continuando a lavorare nell’assistenza, senza dover passare necessariamente a funzioni gestionali. Servono quindi criteri trasparenti per attribuire gli incarichi e condizioni omogenee tra aziende e territori.

Riforma delle professioni sanitarie: competenze, responsabilità e risorse

Il sindacato considera positiva la previsione che, nella valutazione della responsabilità professionale, si tenga conto anche della scarsità di personale, delle risorse materiali e delle carenze organizzative non evitabili dal sanitario. Per rendere effettiva la tutela, però, le aziende dovrebbero predisporre procedure funzionanti per documentare e segnalare le criticità.

Un altro nodo riguarda le risorse. La clausola di invarianza finanziaria rischia di limitare l’applicazione delle innovazioni che richiedono investimenti. Alcuni passaggi possono dipendere da una migliore organizzazione e dall’uso degli strumenti contrattuali già disponibili; altri, secondo Ceccarelli, necessitano di stanziamenti specifici per non lasciare le opportunità di carriera alla sola capacità economica delle singole aziende.

Il Coina chiede infine un confronto strutturato con le organizzazioni sindacali durante l’iter parlamentare e nella fase attuativa. L’obiettivo è collegare certificazione, incarichi, valorizzazione economica e fabbisogni reali dei servizi, facendo in modo che la crescita professionale produca anche un miglioramento dell’assistenza ai cittadini.