
(Adnkronos) – “Per un’azienda che si occupa di salute, come Novo, che investe costantemente nella ricerca e nell’innovazione nell’ambito specifico delle malattie croniche, l’obiettivo è creare un valore duraturo nel tempo, cominciando oggi. Recentemente ha innovato anche la sua visione con questo concetto del ‘Lasting health starts now’, che significa creare salute nel tempo, iniziando ora. Come? Con l’innovazione, con una ricerca che punta a realizzare e mettere a disposizione delle persone terapie sempre più efficaci, sempre più sicure, ma in grado di avere un impatto concreto sulla qualità della vita”. Così Isabella Roth, Associate Director External Communication & Sustainability Novo Italia, partecipando oggi a Roma al panel ‘Il valore concreto della sostenibilità’, nel corso di Adnkronos Q&A.
L’innovazione “assume ancora più senso – sottolinea Roth – parlando di malattie croniche come obesità e diabete. Oggi, in Italia, il diabete colpisce quattro milioni di persone e il 90% di queste è affetto da diabete di tipo 2, una patologia cronica che è causa di circa 75mila decessi l’anno e che ha un impatto in termini di sistema e di costi superiore ai 20 mld di euro. L’Oms, Organizzazione mondiale della sanità, stima che il 24% dell’incidenza delle malattie croniche sia legato all’ambiente. Novo cerca di coniugare l’innovazione e la ricerca con terapie in grado di incidere sulla vita delle persone, semplificando la gestione della malattia, portando benefici clinici, ma anche generando valore nella qualità della vita e per la società anche attraverso il rispetto dell’ambiente”.
Per tenere insieme salute, innovazione e sostenibilità, “servono scelte, investimenti e obiettivi concreti – afferma Roth – che, a partire dalla ricerca, arrivano a risultati chiari e misurabili, attraverso un approccio a 360 gradi. Un esempio risale a un paio di anni fa: Novo, a distanza di cento anni dalla scoperta dell’insulina, ha introdotto la prima insulina settimanale al mondo, una terapia innovativa che ha unito salute, ambiente e società e ha cambiato radicalmente la gestione di questa patologia. L’Italia, in questo ambito, è stata ed è un Paese capofila, perché attento a recepire le innovazioni e a integrare tutti questi elementi. Oggi – rimarca – questa innovazione e questa ricerca non si fermano, anzi. È imminente, per esempio, l’arrivo di una nuova e innovativa formulazione terapeutica che alla già citata insulina settimanale unisce un’altra molecola innovativa, semaglutide, in un’unica nuova formulazione. Si tratta di una terapia in grado di rispondere alle esigenze cliniche e di andare incontro alle necessità delle persone, ma al tempo stesso di garantire la sostenibilità del sistema, non limitandosi a incidere sui costi, ma anche generando valore e proteggendo l’ambiente”. C’è una ricerca continua per portare “soluzioni terapeutiche – puntualizza Roth – da giornaliere a settimanali e le iniettive a orali. Questo significa, per esempio, risparmiare sull’utilizzo della plastica: in questo modo, l’innovazione si integra con i pilastri strategici – le persone, la società e l’ambiente – per innovare generando valore duraturo nel tempo”.
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