Salvadori porta a Vicenza Patek Philippe, un vero e proprio regalo di Natale: la boutique dove si vendono emozioni

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Boutique Patek Philippe in corso Palladio
Boutique Patek Philippe in corso Palladio

(Articolo su Patek Philippe da VicenzaPiù Viva n. 304sul web per gli abbonati tutti i numeri, ndr).

In un centro storico vittima dei nostri tempi Monica Pendini dimostra di amarlo e valorizzarlo con una nuova luccicante insegna dove il tempo è prezioso. In tutti i sensi.

Vicenza città dell’oro (e d’oro, per chi la ama nelle sue più alte sfaccettature). Vicenza che per Natale si accende, letteralmente, d’oro, anche grazie al tema scelto quest’anno per il videomapping in piazza dei Signori.
In un centro storico vittima dei nostri tempi Monica Pendini dimostra di amarlo e valorizzarlo con una nuova luccicante insegna dove il tempo è prezioso. In tutti i sensi.
Vicenza che di alta oreficeria sa talmente tanto da non accontentarsi di risplendere di luce propria e da saper attrarre saperi preziosi anche da fuori città.
Per raccontare la lucente, è il caso di dirlo, storia di Salvadori, antica e prestigiosa gioielleria di Venezia – nota anche come Salvadori Diamond Atelier- approdata per convinta scelta in terra(ferma) berica nel 1980 grazie alla famiglia Pendini, ci vorrebbe un articolo ad hoc. Quasi quasi ci facciamo un pensiero…

Loro, gli orologi Patek Philippe
Loro, gli orologi Patek Philippe

Intanto però, ci piace dar luce, in senso metaforico perché ovviamente già di suo circondata da un’aura… aurea, all’ultima, grande iniziativa di casa Salvadori: la recentissima apertura in pieno centro, in corso Palladio, proprio dirimpetto all’Atelier, della prestigiosa Boutique Patek Philippe.
Un vero e proprio regalo di Natale ai vicentini, un tributo all’alta orologeria (quella da tramandare di padre in figlio), un omaggio al lusso elegante (accostamento di parole non più così scontato), ma anche a un marchio che è soprattutto tradizione e maestria antiche, lanciate però nel futuro.
Il regalo, per noi, è stato poter visitare quella che vuole essere molto più di una bottega, quella che, secondo il motto Salvadori, si impegna a vendere emozioni. Ed emozionante è stato per la famiglia Pendini l’intero progetto, nato un anno e mezzo fa e realizzato in un solo anno.
Fortuna sì, un po’, soprattutto nel trovare lo spazio dove realizzarlo proprio accanto alle vetrine di Salvadori, permettendo non solo di sostituire un’insegna di franchising con una che racconta contemporaneamente la passione di diverse generazioni per l’arte del gioiello
e la storia di un marchio che oggi può ancora vantarsi di essere una manifattura indipendente.

Quadro dell’artista francese Thierry Martenon ispirato al pavimento della Basilica Palladiana
Quadro dell’artista francese Thierry Martenon ispirato al pavimento della Basilica Palladiana

Ma più della fortuna poté la passione… Se volere non sempre è potere, volere e credere, intensamente, sono un bel passo avanti. In un momento storico particolare dappertutto e per tutti, che non ha mancato di procurare cicatrici anche al centro storico di Vicenza, abbiamo chiesto a Monica Pendini, direttrice commerciale di Salvadori, come è stato avventurarsi in un’iniziativa così coraggiosa, ma soprattutto controtendenza.
“Bisogna crederci” ha risposto, e non alludeva solo all’apertura della Boutique Patek Philippe, ma anche a Vicenza, alla sua straordinarietà, al suo potenziale.
Lei che è di Venezia e la ama come è probabilmente impossibile non fare, ma che si illumina come e più dei suoi gioielli parlando del capoluogo berico da cui si è fatta adottare.

Patek Philippe
Patek Philippe

E anche dei suoi collaboratori…
L’aver trovato questa location, proprio lì accanto, per Monica non è solo un fatto di prestigio, comodità e visibilità, ma soprattutto di umanità. I collaboratori della sua famiglia – per i quali spende parole di ammirazione e gratitudine -, preparati conoscitori di tutta la gamma di prodotto, possono muoversi tranquillamente tra una boutique e l’altra, dando al cliente un’assistenza continua e completa, più che mai su misura.
“Perché alla fine vale indubbiamente il gioiello in sé, ma sono le persone il vero plus, quelle che ti mettono a tuo agio” spiega.
Se il marchio, Patek Philippe – di cui Salvadori è concessionaria per il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia – non ha bisogno di presentazioni, la sua nuova Boutique vicentina è tutta da scoprire…
La progettazione artistica del negozio è stata curata in sinergia tra la sede centrale di Ginevra e gli architetti Marco Covini e Luca Zanol. Come nella raffinata e illuminata filosofia di Patek Philippe, rispetta tutti i canoni di eleganza discreta della griffe, con scelte di altissimo interior design imposte dalla casa madre, ma, per volere stesso della maison elvetica, personalizzato con dettagli raffinati e unici che sanciscano il forte legame con le
eccellenze del territorio. La precisione estetica e l’heritage di Patek Philippe si ritrovano ovunque: nell’alternanza di marmo Emperador dark al Crema Honey dei pavimenti, nella boiserie e nelle vetrine in severo palissandro ad dolcito da luminoso cedro, nella scelta delle finiture in bronzo per maniglie minimal e ricercate pareti di vetro che includono, esaltandone la trama, tessuti pregiati. Infine, luci Guzzini, l’illuminazione scenografica in alabastro del banco accoglienza e continui richiami alla croce di Calatrava, simbolo di Patek.

Interno boutique
Interno boutique

Poi, però, ovunque i colori e le forme uniche dei vasi Venini in omaggio a Venezia, una collezione di eleganti volumi selezionati che esaltano l’arte, ma anche il paesaggio, del Veneto nonché il palladianesimo. E ancora, lineari poltroncine Neroni e Colsani,
ma soprattutto uno straordinario quadro, commissionato ad hoc all’artista francese Thierry Martenon che, scolpendo il legno fino a cercarne l’anima e a creare uno straordinario effetto di leggerezza – quasi che la carta scaturisse direttamente dal legno senza bisogno di processarlo -, si ispira qui al pavimento della Basilica Palladiana.
Insomma, un equilibrio raro non solo tra tradizione e innovazione, Ginevra e Vicenza, global e local, ma anche arte, artigianalità e tecnologia. Dietro il bello, infatti, non possono che celarsi talento e maestria. Ogni oggetto, soprattutto se tra i più preziosi, ha una storia e un’anima da cui non si può prescindere.


Ecco perché Boutique Patek Philippe si propone come un luogo d’incontro per intenditori, appassionati e curiosi. Dopo che abbiamo parlato con lei su quelle poltrone e accanto a “quel” quadro, Monica Pendini ci accompagna anche al piano inferiore, dove una saletta intima ma dal gran carattere (perché qui sono rigorosamente PP persino le tazzine del caffè della vicina cucina in stile) è stata appunto riservata a eventi e incontri per approfondire l’eccellenza meccanica e tecnologica degli orologi incredibili che il nuovo tempio vicentino celebra e che, proprio come le loro affidabili lancette, si muovono ambiziosi verso una sempre nuova perfezione.
Appena inaugurata ufficialmente con una cena di gala a Palazzo Repeta, Boutique Patek Philippe ha, neanche a dirlo, subito suscitato entusiasmo, complimenti e tanta curiosità. Curiosità che coltiva anche chi quei misuratori del tempo li poteva solo vedere in foto e ora li può anche osservare da vicino in attesa di poterli indossare. Oggi o domani, chissà: è solo questione di… tempo.