Sanità, il Pd con le consigliere regionali Luisetto, Bigon e Sambo attacca sulla nomina di Mantoan in Agenas: “Palese conflitto d’interessi”

80
Sanità, Mantoan (Agenas)
Sanità, Mantoan (Agenas)

Le consigliere regionali Pd Luisetto, Bigon e Sambo contestano la nomina di Domenico Mantoan nel Cda di Agenas. Secondo le esponenti dem, i suoi ruoli nella sanità privata configurano un conflitto d’interessi che indebolisce la credibilità del sistema sanitario pubblico.

La nomina di Domenico Mantoan nel Consiglio di amministrazione di Agenas accende lo scontro politico anche in Veneto. A sollevare il caso sono le consigliere regionali del Partito democratico Chiara Luisetto, Anna Maria Bigon e Monica Sambo, che parlano apertamente di “un palese conflitto d’interessi” e chiedono al ministro della Salute Orazio Schillaci di rivedere la scelta.

Nel mirino del Pd c’è il cumulo di incarichi ricoperti da Mantoan. L’ex direttore generale di Aulss e Regione Veneto è infatti oggi amministratore delegato dell’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda e siede nei vertici di gruppi attivi nella sanità privata. Una posizione che, secondo le consigliere dem, risulta incompatibile con il ruolo di Agenas, chiamata a monitorare, valutare e indirizzare il funzionamento dei servizi sanitari regionali pubblici.

«Siamo di fronte a un corto circuito inaccettabile tra pubblico e privato – affermano Luisetto, Bigon e Sambo –. Non è credibile che chi rappresenta interessi imprenditoriali nel settore sanitario privato sia chiamato a valutare le criticità del sistema pubblico delle Regioni». Una scelta che, secondo il Pd, rischia di minare la fiducia dei cittadini e la trasparenza dei dati su cui si fondano le politiche sanitarie nazionali.

Le esponenti democratiche collegano la nomina a una tendenza più ampia che, a loro giudizio, penalizza la sanità pubblica. «In Veneto e in molte altre regioni – sottolineano – i cittadini stanno già pagando le conseguenze di politiche miopi che favoriscono il privato, impoverendo il pubblico e rendendo sempre più difficile l’accesso alle cure».

Da qui la richiesta politica netta: un passo indietro da parte del ministero e una revisione immediata della nomina. «Tutela della salute pubblica, credibilità delle istituzioni e trasparenza – concludono – devono venire prima di ogni altra logica. Agenas non può diventare terreno di ambiguità».