
Nessun conflitto di interessi e nessuna irregolarità: la Prefettura e l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) hanno stabilito che la nomina di Marco Gianesini, assessore alla Cultura del Comune di Schio, a presidente della Fondazione Teatro Civico è pienamente legittima. Gli accertamenti ufficiali hanno escluso violazioni delle norme sull’incompatibilità, chiudendo una vicenda che per mesi ha infiammato il dibattito cittadino.
La soddisfazione di Gianesini: “Caso inesistente”
L’assessore Gianesini non usa giri di parole per commentare l’esito delle istruttorie: “Per mesi una parte delle minoranze ha trasformato questa vicenda in un ‘caso politico’, parlando di illegittimità e alimentando un clima di sospetto. È bastato attendere gli accertamenti per scoprire che né la Prefettura né l’ANAC hanno ravvisato alcuna violazione. Tutto archiviato, senza rilievi. È la prova che il caso non esisteva”.
Gianesini sottolinea come la gestione amministrativa e la firma dei contratti spettino statutariamente al Segretario Generale e non al Presidente: “Il Presidente esercita funzioni di indirizzo politico e rappresentanza, non poteri gestionali. Parlare di conflitto d’interessi significa non conoscere le norme o non averle lette. Si è scelta la scorciatoia della polemica, sperando più in un titolo di giornale che nella verità dei fatti”.
Rinnovo quadriennale per la Fondazione
Parallelamente al verdetto tecnico, l’amministrazione ha ufficializzato il rinnovo della convenzione con la Fondazione fino al 31 dicembre 2029. L’accordo, sottoscritto dal Segretario Generale Filippo Fanton e dalla dirigente Elena Ruaro, garantisce continuità a progetti storici come la stagione teatrale, le rassegne per famiglie e l’iniziativa di rilievo sociale Dance Well per malati di Parkinson.
“L’accordo quadriennale – aggiunge Gianesini – consente una programmazione più ampia e stabile, accompagnando l’intero mandato amministrativo e riconoscendo il valore pubblico di un presidio culturale fondamentale per la coesione sociale di Schio”.
La replica di Fratelli d’Italia: “Resta un problema di opportunità”
Non si fa attendere la controreplica del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, che rivendica la legittimità della richiesta di chiarimenti. “Non abbiamo presentato alcun ‘esposto’ accusatorio – chiariscono dal gruppo – ma una doverosa richiesta di verifica. Il fatto che l’ANAC abbia aperto un procedimento formale dimostra che la questione non era affatto pretestuosa”.
Secondo l’opposizione, il parere dell’ANAC è una valutazione tecnica condizionata dall’attuale statuto e non un’assoluzione politica. Il capogruppo Alex Cioni attacca: “Il vero tema è la separazione tra chi governa e chi gestisce. La questione riguarda l’opportunità politica di cumulare ruoli di vertice in un ente finanziato con risorse comunali. Ridurre tutto a una questione di firma significa semplificare un ruolo che, per natura, orienta le scelte strategiche”.
Cioni conclude criticando i toni dell’assessore: “Chi governa dovrebbe rispondere nel merito, non usare pareri tecnici come clava contro l’opposizione. Confondere i piani indebolisce i principi di equilibrio e trasparenza. Noi continueremo a vigilare con scrupolosità, lasciando alla maggioranza le polemiche strumentali”.
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