
(Adnkronos) – Un video choc in cui si vede un poliziotto accerchiato da manifestanti a volto coperto e preso a calci e pugni sta girando in questi minuti su diversi social e viene rilanciato su numerose chat con commenti molto critici. Nel video, la cui autenticità sembrerebbe confermata, si vede un agente del reparto mobile rimasto isolato e colpito ripetutamente mentre si trova a terra, mentre sono in corso i violenti scontri per il corteo di Askatasuna a Torino. “Il bilancio degli scontri di Torino è gravissimo ed è purtroppo destinato ad aggravarsi nelle prossime ore. Non siamo più nel campo della protesta, ma davanti a una violenza criminale organizzata, portata avanti da delinquenti che hanno scelto lo scontro fisico come metodo. Un poliziotto ha subito un vero e proprio tentativo di linciaggio: è stato accerchiato, colpito a bastonate e a martellate, buttato a terra e stavano tentando di finirlo in mezzo alla strada. Se oggi non stiamo commentando una tragedia irreparabile è solo grazie al provvidenziale intervento di altri colleghi che sono riusciti a proteggerlo e a strapparlo dalle mani dei suoi aggressori. Quelli scesi in piazza oggi non sono manifestanti: sono soggetti violenti e pericolosi che agiscono con la chiara volontà di ferire e uccidere. Chi continua a minimizzare o a giustificare questi episodi si sta assumendo una responsabilità enorme”, dichiara in una nota Domenico Pianese, segretario del Sindacato di Polizia Coisp. "Quanto accaduto a Torino conferma chi sono i veri violenti e chi rappresenta l’autentico pericolo per la convivenza civile e per la nostra democrazia: gli antagonisti ospiti dei centri sociali occupati abusivamente anche grazie a coperture politiche ben identificabili", dichiara il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. "Anche in questa occasione, ascolteremo a sinistra ipocriti e surreali ragionamenti tesi a minimizzare le responsabilità di questi delinquenti – aggiunge Piantedosi – Ci saranno i consueti distinguo tra la bontà della causa per cui si è manifestato rispetto a pochi manifestanti intemperanti che vanno ‘compresi’ ma non condannati. Probabilmente oggi come ieri per qualche benpensante vanno difesi perché, anche se sbagliano, sono pur sempre compagni di lotta”. Duro anche il commento del Ministro della Difesa, Guido Crosetto. "Questi non sono manifestanti. Non sono nemmeno delinquenti. Questi si comportano da nemici, da terroristi, da guerriglieri, vogliono fare male, sono spinti dall’odio. Se avessero altre armi le userebbero. E allora vanno trattati per quello che sono, senza sconti, senza alcun tipo di attenuante. La mia totale solidarietà alle forze di polizia, costrette a subire violenza per il solo fatto di aver giurato di proteggere tutti noi. Non si possono affrontare persone che si considerano in guerra con gli Stati ed i loro servitori, trattandole come fossero manifestanti civili e pacifici. Non lo sono", scrive sui social. "Aggredire fisicamente dei giornalisti Rai, minacciarli e costringerli ad andarsene solo perché stavano documentando un corteo per la riapertura di Askatasuna è l’immagine plastica di chi vuole imbavagliare la democrazia e la libertà di stampa. La Lega condanna con la massima fermezza quanto accaduto oggi a Torino alla troupe di ‘Far West’. Piena solidarietà alla troupe aggredita, al programma e a tutta la redazione. Stiamo dalla parte della libertà di informazione e contro ogni forma di censura e violenza", affermano i parlamentari piemontesi della Lega Giorgio Maria Bergesio ed Elena Maccanti, componenti della commissione Vigilanza Rai.
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