Schio, Fratelli d’Italia chiede lo sfratto del Centro Sociale Arcadia: “Base logistica dell’antagonismo radicale”

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Via il Centro Sociale Arcadia dall’immobile comunale di via Lago di Tovel a Schio: questa la richiesta che il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia di Schio avanzerà nel prossimo consiglio comunale, in programma lunedì 23 febbraio 2026 a Palazzo Garbin.

Il gruppo chiede alla Giunta di avviare l’istruttoria per la risoluzione anticipata del contratto di locazione con l’associazione Agorà, considerata lo schermo giuridico con il quale i collettivi dell’estrema sinistra hanno preso in locazione il capannone comunale.

Alla base dell’iniziativa di FdI vi è una dettagliata ricostruzione degli episodi che, negli ultimi anni, hanno visto protagonisti attivisti riconducibili ad Arcadia. I consiglieri ripercorrono una cronologia di tensioni: dall’occupazione dei chiostri di San Francesco nel 2017, agli scontri con la Polizia in centro il 7 luglio 2020, fino ai più recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto esponenti del collettivo a Vicenza, Padova e, a fine novembre, nuovamente nel centro storico scledense.

Secondo gli esponenti della destra, l’immobile – concesso a canone agevolato per finalità sociali e prevenzione del disagio giovanile – sarebbe utilizzato nei fatti come una vera e propria base logistica dell’antagonismo radicale, tradendo la missione per cui era stato assegnato.

“Sono anni che la città è costretta a convivere con i comportamenti turbolenti e incivili di questi gruppi, trovando ogni volta silenzi e talvolta giustificazioni in ambienti istituzionali e politici che li descrivono come semplici realtà culturali”, dichiara il capogruppo Alex Cioni. “Prima il centrosinistra e poi l’attuale maggioranza civica, che governa da oltre dodici anni, hanno tollerato questa situazione. Ora è arrivato il momento di darci un taglio”.

Il consigliere Gianmario Munari richiama invece quanto accaduto in piazza Alessandro Rossi il 27 novembre scorso, quando si è arrivati al contatto fisico con le Forze dell’Ordine, costrette a utilizzare idranti e cariche di alleggerimento per contenere i manifestanti.

“Mentre i cittadini chiedono sicurezza e pagano le tasse per garantirla, l’Amministrazione concede spazi pubblici a soggetti più volte coinvolti in episodi di violenza e di vandalismo che nulla hanno a che fare con il confronto civile e democratico. Arcadia non è un centro ricreativo neutro – sottolinea Munari – ma uno spazio che funge da riferimento stabile per l’area antagonista che tanto sta facendo discutere l’Italia intera in queste settimane”.

Fratelli d’Italia collega infatti la situazione locale ai recenti episodi di violenza urbana registrati a Torino e Milano, alimentando un diffuso allarme sul tema dell’ordine pubblico. Con la mozione in discussione lunedì, i proponenti non chiedono solamente l’avvio delle verifiche necessarie per valutare la risoluzione del contratto, ma esigono una presa di posizione chiara contro ogni forma di violenza politica e la piena solidarietà alle Forze dell’Ordine.

Per il capogruppo Cioni, che nella mozione richiama le dichiarazioni rilasciate a novembre dal Sindaco – secondo cui i responsabili delle violenze dovrebbero stare lontani dalla città – non sono più sufficienti “le solite dichiarazioni di circostanza”. “Verso i violenti servono atti concreti, non chiacchiere – incalza Cioni -. Marigo deve smetterla con gli esercizi di ipocrisia, visto che è la sua amministrazione, sulla scia della precedente, ad averli coperti e legittimati in tutti questi anni”.

L’obiettivo dichiarato è l’apertura di un’istruttoria amministrativa seria, che superi la mera verifica formale per accertare se il bene pubblico venga utilizzato nel rispetto delle finalità dichiarate. Cioni e Munari chiedono alla maggioranza di assumersi la responsabilità di attivare le clausole di autotutela previste dall’ente proprietario nel caso di utilizzo difforme dell’immobile.