Sicurezza e droga a Vicenza, ex sindaco Rucco critica Possamai che rilancia: «Risorse vere dal governo». A quando confronto vero, non parolaio?

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Sicurezza, Possamai vs Rucco
Possamai e Rucco

A infiammare il dibattito politico cittadino è, al solito, il tema della sicurezza, con un serrato scambio di dichiarazioni tra Francesco Rucco, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, ex sindaco e prossimo candidato alle regionali del Veneto, e l’attuale primo cittadino Giacomo Possamai, coordinatore delle città capoluogo dell’Anci.

Rucco: «Vicenza non ha bisogno di pipe per il crack»

Rucco si dice preoccupato per alcune dichiarazioni di Possamai sulla prevenzione del crimine. «Definire propaganda strumenti come il Daspo urbano o i braccialetti elettronici – sostiene – significa sottovalutare misure che in altre città hanno già dimostrato efficacia. Di fronte a un tema serio come la sicurezza, servono soluzioni concrete».
L’ex sindaco contesta soprattutto l’apertura di Possamai alla distribuzione di pipe sterilizzate per il crack, come già avviene a Bologna: «È un modello sbagliato, che rischia di aggravare il problema e legittimare una piaga sociale invece di combatterla. Vicenza ha bisogno di prevenzione, sostegno sanitario e sociale alle persone fragili, non di scelte che normalizzano l’uso di sostanze».
Rucco richiama il lavoro già avviato dal governo sul rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine e chiede a Possamai di chiarire le sue strategie per la città: «I cittadini attendono risposte sul contrasto a furti, spaccio e degrado urbano. La sicurezza è un diritto fondamentale e si difende con responsabilità, al fianco delle famiglie e delle forze dell’ordine. Vicenza non ha bisogno di pipe sterilizzate, ma di soluzioni».

Possamai: «Il governo dia risposte vere, la droga è il problema»

Il sindaco replica ribaltando l’accusa di immobilismo: «Il governo Meloni si era presentato con grandi promesse sulla sicurezza, ma i risultati non si vedono. Si punta sulle manifestazioni di piazza, mentre i cittadini chiedono risposte vere».
Possamai ricorda il “Patto nazionale per il diritto alla sicurezza dei cittadini”, presentato a luglio dai sindaci italiani al ministro dell’Interno Piantedosi: «Il consumo di droga è tornato a livelli preoccupanti, con scene che non si vedevano dagli anni ’80. Serve repressione, ma anche prevenzione e progetti sociali, che spettano al governo. Noi siamo pronti a collaborare».
Il primo cittadino chiede inoltre più organici per le forze dell’ordine e la possibilità per la polizia locale di accedere al Ced, il data base interforze: «Sarebbe fondamentale nei controlli. A Vicenza servirebbero 30 agenti in più, ma le assunzioni sono bloccate da regole rigide. Vanno riviste».
Infine Possamai rilancia sull’uso delle tecnologie: «Serve che lo Stato finanzi sale operative comuni, come a Venezia, per integrare telecamere e controlli. La sicurezza è una priorità assoluta: meno chiacchiere e più investimenti concreti».

Il botta e risposta tra Rucco e Possamai conferma quanto il tema della sicurezza a Vicenza resti ostaggio di opposte visioni ideologiche e, spesso, di slogan. Da un lato la richiesta di più rigore e strumenti repressivi, dall’altro l’appello a politiche sociali e di prevenzione. Entrambe le prospettive colgono aspetti reali, ma rischiano di ridursi a bandiere di parte senza affrontare la complessità del problema.
Perché la città abbia risposte concrete, serve che i protagonisti della politica locale accettino di confrontarsi non solo attraverso comunicati e interviste, ma attorno a un tavolo di esperti – magistrati, operatori sanitari, forze dell’ordine, educatori, associazioni – con l’obiettivo di elaborare un progetto condiviso. Un percorso capace di andare oltre le contrapposizioni e di unire prevenzione, controllo e sostegno sociale, superando la tentazione di usare la sicurezza come terreno di scontro elettorale.