Sicurezza a Vicenza, l’allarme dei commercianti accende lo scontro tra Possamai e Rucco

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Fa discutere l’allarme lanciato dai commercianti di Vicenza sul tema sicurezza, per come emerso dal questionario sottoposto a un loro campione da Confcommercio Vicenza.

Come è noto, l’associazione ha svolto tra i propri associati un’indagine conoscitiva con la somministrazione online di un questionario, i cui risultati sono stati presentati giovedì 26 febbraio nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato il presidente di Confcommercio Vicenza, Nicola Piccolo, insieme al direttore Ernesto Boschiero (qui i dettagli).

I dati dell’indagine sulla sicurezza tra i commercianti di Vicenza: percezione di insicurezza e aree critiche

Dall’analisi – in via qui sintetica – emerge un quadro di forte preoccupazione: criminalità e degrado incidono pesantemente sulla libertà di “vivere” la città, specialmente dopo le 18. Solo il 10% degli intervistati si sente “molto sicuro”, a fronte di un 56% che si dichiara “poco” o “per niente” sicuro nella zona in cui opera.

La mappa dell’insicurezza percepita vede ai primi posti i quartieri San Felice-San Lazzaro, seguiti da San Pio X-Stanga-Bertesina, Aracoeli-Anconetta-Ospedaletto e, infine, il Centro Storico.

Quest’ultimo appare particolarmente sofferente, in una spirale dove lo spopolamento commerciale alimenta il degrado urbano, come recentemente analizzato su queste pagine da Giulia Matteazzi.

Per i commercianti, le priorità sono chiare: rafforzamento degli organici delle Forze dell’Ordine, più pattugliamenti serali, migliore illuminazione pubblica e nuove telecamere.

Il presidente Nicola Piccolo ha sottolineato: “Con questa iniziativa, Confcommercio Vicenza intende sollecitare la richiesta avanzata da più parti al Governo di supplire tempestivamente alle carenze di organico segnalate dalle Forze dell’Ordine, che con impegno e operatività si spendono quotidianamente per garantire la sicurezza dei cittadini e delle imprese”.

Il sindaco Possamai: “Numeri che parlano da soli, il Governo risponda”

Il primo cittadino, Giacomo Possamai, ha accolto con favore il contributo dell’associazione, ma ha ribadito la responsabilità dell’esecutivo nazionale sulla gestione degli organici.

Servono nuovi agenti in città: quest’anno la Questura, già in difficoltà, ha perso 30 unità e finora ne sono arrivate soltanto sei. Sono numeri che parlano da soli. La carenza di personale non riguarda solo la Polizia di Stato. Anche l’Arma dei Carabinieri vive una situazione critica a livello nazionale: il comandante generale Salvatore Luongo ha evidenziato che mancano oltre 10.200 unità, con inevitabili ricadute sull’operatività e sulla presenza sul territorio.

Il tema riguarda anche le polizie locali. Come sindaci italiani, attraverso ANCI, abbiamo chiesto un Fondo nazionale per la sicurezza urbana che permetta ai Comuni di tornare ad assumere. Negli ultimi 15 anni gli organici della polizia locale sono passati da circa 60.000 a 48.000 agenti: una riduzione pesante, che si sente ogni giorno nelle città.

Non possono essere solo le istituzioni a ribadire che Vicenza e il suo territorio hanno bisogno di più presidio. Il fatto che a dirlo siano anche le categorie economiche rafforza questa richiesta e aiuta a sollecitare una risposta rapida da parte del Governo. E diciamolo con chiarezza: non ci accontentiamo più di sentirci dire dai ministeri che questo territorio è più sicuro di altri. Non è una classifica quella che interessa ai cittadini. Noi vogliamo essere sicuri, punto. E per esserlo servono organici adeguati e strumenti concreti”.

Sul legame tra commercio e degrado, Possamai ha aggiunto: “Ogni vetrina che si chiude nei centri storici è un segnale d’allarme: la sicurezza passa anche dalla vitalità del tessuto commerciale e dalla presenza diffusa di negozi e attività. Siamo al fianco di Confcommercio nei tavoli già avviati e vogliamo continuare questo lavoro comune. La crisi del commercio di vicinato riguarda tutta Italia e l’Europa, ma a Vicenza faremo fino in fondo la nostra parte per garantire un centro storico e quartieri sempre più vivi e attrattivi”.

L’attacco di Rucco: “Basta scuse, il sindaco amministri con ciò che ha”

Di parere opposto l’ex sindaco, oggi consigliere di minoranza a Vicenza, nonché attuale presidente del Consiglio Regionale del Veneto, Francesco Rucco (FdI), che accusa la giunta di nascondersi dietro ai numeri del personale.

“I dati del questionario di Confcommercio meritano rispetto e risposte concrete. Proprio per questo sorprende l’atteggiamento del sindaco Possamai, che ancora una volta sembra limitarsi a indicare il problema invece di affrontarlo con decisione“.

Il consigliere però usa il condizionale per parlare del problema dei pochi agenti a disposizione delle forze dell’ordine per incidere su insicurezza e degrado urbani, temi estremamente cari al Centrodestra a livello nazionale.

“È evidente a chiunque e in qualsiasi amministrazione – afferma -, che più risorse e più uomini delle forze dell’ordine sarebbero utili. Ma amministrare una città significa prima di tutto lavorare con gli strumenti che si hanno oggi, non rifugiarsi continuamente nell’organico ideale. I cittadini, ogni giorno, risolvono i propri problemi con ciò che hanno a disposizione: è lecito aspettarsi lo stesso approccio da chi guida Vicenza”.

Secondo l’esponente meloniano, le soluzioni – oltre al “fare con quel che si ha” -, ci sono: “La sicurezza non si costruisce solo inseguendo i reati, ma prevenendo le condizioni che li favoriscono. Questo significa intervenire con più decisione sul degrado urbano, rafforzare il presidio della polizia locale, migliorare illuminazione e controllo delle aree più fragili.

Ma significa anche, ed è un punto troppo spesso ignorato, rivitalizzare il centro storico e i quartieri con politiche commerciali attrattive, incentivando nuove aperture e sostenendo il commercio di vicinato, che è il primo presidio di sicurezza sul territorio. Possamai non è un commentatore seduto in tribuna. È il sindaco di Vicenza. Indicare i problemi non basta: bisogna affrontarli. Meno chiacchiere e più lavoro, perché i cittadini questo si aspettano da chi hanno eletto”, conclude Rucco.